L’etichetta del “figlio di…” pian piano se la strappando da dosso. Dici De Feo e a chi bazzica il mondo del calcio campano, soprattutto quello “poco dorato” dalla serie C a scender giù, viene in mente subito Cosimo, l’allenatore che più di dieci anni fa portò il Sapri in serie D, prima di intraprendere un’altra avventura con la Paganese. Quel cognome, però, da qualche tempo vuol dire anche altro. Dici De Feo e ora agli occhi degli appassionati di calcio viene alla mente una testa rossa e una “freccia” pronto a correre sulla fascia che dalla “sua” Eboli sta provando a conquistare tutti.

La scalata di Gianmarco De Feo, classe ’94 ed ebolitano doc, fa tappa ad Ascoli, avversario questo pomeriggio della Salernitana all’Arechi. Sarà una gara particolarissima per lui, nonostante il cuore rossonero. Partirà dalla panchina, l’esterno d’attacco bianconero, pronto a scendere in campo e cercare di mettere in difficoltà la Bersagliera. Continuando quel percorso iniziato tanti anni fa quando era poco più di un ragazzino, a 12 anni. Il desiderio ogni bambino che sogna inseguendo un pallone: De Feo fu selezionato per far parte della cantera del Milan del suo mito Shevchenko. Tutta la trafila delle giovanili, la Primavera. E un debutto da sogno in prima squadra.

Era il 22 marzo del 2013 e a San Siro sfilava in amichevole il Sion allenato da uno dei simboli dello squadrone di Ancelotti (ed ex della Salernitana), Gennaro Gattuso. Gli svizzeri vennero travolti da Bojan e compagni e, quando erano sotto già di quattro gol, subirono la quinta marcatura. Proprio di De Feo: cross di Antonini e testa del “rosso di Eboli” che firmò la manita. Robinho, in versione “leader” di quella squadra, lo prese in braccio per festeggiarlo.

Di acqua sotto i ponti da allora n’è passata tantissima. E le tappe verso la consacrazione dell’attaccante salernitano non sono state così semplici. La prima grande opportunità a Savona, in Lega Pro, affidato alle cure di Re Arturo Di Napoli: un discreto bottino di presenze (19), qualche buona giocata e soprattutto il gol contro il San Marino, un tocco d’esterno sinistro a scavalcare il portiere che lasciò di stucco tutti, strappando tanti applausi. Crescita continua a Grosseto, Siena prima di Lucca. Il rossonero sembra esser proprio il suo abbinamento cromatico: in Toscana, infatti, fa cose da grande (9 reti e 8 assist) tanto da trascinare i toscani ai playoff e guadagnarsi la chiamata in cadetteria dell’Ascoli. È stato il primo acquisto dell’estate dei marchigiani di quest’estate e, adesso, sta provando a scalare le gerarchie dell’attacco del duo Fiorin-Maresca. All’Arechi partirà dalla panchina. Ma adesso nessuno potrà più dire a Gianmarco di essere “figlio di…”.

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *