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di FILIPPO NOTARI

Ci sono dei gesti che valgono più di mille parole. E Claudio Lotito, nel post-gara di Salernitana-Ascoli ne compie uno dall’eloquente significato. «Vieni qua, siediti», dice ad Alberto Bollini, invitando il tecnico – che attendeva di dare il “cambio” al patron in sala stampa – ad accomodarsi al suo fianco. Un gesto che blinda la posizione dell’ex allenatore della Lazio Primavera, nonostante le numerose valutazioni tattiche fatte dall’imprenditore capitolino. «Qualche interpretazione diversa poteva essere fatta», ammette Lotito, non nascondendo il suo umore nero. «Se giochi con Rodriguez, Bocalon e Sprocati devi fare in modo che giochino nel migliore dei modi». Un messaggio diretto al tecnico della Salernitana, accompagnato da un’accurata disamina tattica. «Sprocati è molto bravo a partire da sinistra ed accentrarsi, Bocalon è un pivot, dovrebbe essere soltanto un po’ più cattivo nei contrasti aerei, Rodriguez è un attaccante di movimento. Se hai un pivot puoi giocare con un 3-4-2-1, non con il 3-4-1-2».

Frecciate all’allenatore ma anche ai calciatori. «È mancata cattiveria sotto porta, in alcune circostanze siamo stati poco lucidi, in altre siamo stati troppo egoisti. Quando sei davanti al portiere devi passare la palla al calciatore che è piazzato meglio. Questi errori si pagano, dobbiamo ringraziare il nostro portiere che ci ha salvato in diverse situazioni».

Proprio l’ottima prestazione di Adamonis potrebbe far scattare il duello con Radunovic. «Se io ho un giocatore di proprietà devo cercare di valorizzarlo, altrimenti faccio un lavoro a favore di qualcun altro. La scelta finale, però, spetterà l’allenatore», ha concluso Lotito, lasciando intendere che già dalla prossima partita potrebbe esserci una staffetta tra i pali.

Non è mancata, infine, una battuta sul derby di Avellino e sui rapporti con il patron degli irpini, Walter Taccone. «Siamo amici, che vinca il migliore. Noi speriamo di recuperare qualche calciatore e fare una buona partita».

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