Debutto, porta inviolata, rigore parato. Potrebbe riassumersi così, molto sinteticamente, il sabato speciale vissuto ieri pomeriggio da Marius Adamonis, giovane portiere di proprietà della Lazio giunto in prestito a Salerno. L’estremo difensore lituano, dopo le due gare di Coppa Italia prima dell’inizio del campionato, si è ritrovato scavalcato nelle gerarchie dall’ingaggio di Boris Radunovic, estremo difensore serbo arrivato anche lui in prestito, ma dall’Atalanta. Alberto Bollini ha scelto quest’ultimo per difendere i pali della porta granata già dall’esordio, a reti bianche, al Penzo di Venezia. Alcune belle parate, ma anche diverse imprecisioni hanno spaccato l’opinione pubblica sul rendimento del pipelet balcanico.

Scherzi del destino

Entrambi sono stati convocati a inizio settimana dalle rispettive nazionali Under 21 per le qualificazioni agli Europei di categoria, ma nonostante i tentativi della società con entrambe le federazioni, solo Adamonis ha avuto l’ok per tornare all’ombra dell’Arechi, scongiurando l’esordio in Serie B del terzo portiere Iliadis. E la gara di ieri pomeriggio con l’Ascoli, difficilmente la dimenticherà Adamonis, assoluto protagonista della sfida oltre che migliore in campo per distacco. Sono bastati 26′ per entrare già di diritto nel cuore dei tifosi, grazie al rigore neutralizzato sotto la Sud alla punta bianconera Rosseti, con tanto di esultanza proprio sotto il settore più ribollente dell’Arechi. Ma il penalty intercettato non è stato l’unico intervento degno di nota del portiere lituano, superlativo anche su una punizione di Buzzegoli nella ripresa, come anche in uscita bassa sullo stesso Rosseti. Insomma tra i fischi dell’Arechi, l’estremo difensore di proprietà della Lazio è stato l’unico a beccarsi una buona dose di meritatissimi applausi da parte dei supporters di fede granata.

Gioia Social

Prevedibile, dopo il 90′, l’esternazione sui social della giornata memorabile. Adamonis ha postato su Instagram un collage con 4 foto celebrative del rigore parato all’attacante scuola Juventus, seguito dalla scritta inneggiante ai tre obiettivi raggiunti: debut, cleansheet, penalty saved. Ovvio che il patron Lotito, presente ieri all’Arechi, non ha che potuto gongolare per la prestazione del prodotto giovanile della sua prima creatura, e alla domanda su un ipotetico impiego futuro di Adamonis da portiere titolare, ha ammesso: “Se io ho un giocatore di proprietà devo cercare di valorizzarlo, altrimenti faccio un lavoro a favore di qualcun altro. La scelta finale, però, spetterà l’allenatore”, la chiusura del co-patron granata, che ha passato “virtualmente” la palla ad Alberto Bollini. Il trainer granata, però, anche per non stravolgere equilibri di spogliatoio, ha preferito rallentare. “Il ruolo del portiere è particolare. La competizione fra i calciatori tra i reparti stimola tanto ma per i portieri è diverso, difficile. Questa prestazione però la tengo, magari rifletterò”.

 

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