Che fine ha fatto il progetto della Cittadella dello Sport di Salerno? L’ha chiesto a voce alta, in un recente incontro pubblico, Nello Talento, dirigente salernitano che è componente della Giunta nazionale del Coni. «La sinergia istituzionale c’è, le buone intenzioni pure, ma non possiamo fermarci davanti agli ostacoli della burocrazia», ha detto.

Svelando un aneddoto: «Domenica scorsa, alle sette e mezzo del mattino, sono stato convocato a casa sua dal presidente del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò. La domanda è arrivata prima del caffè: “Nello, con l’impianto di Salerno a che punto siamo?”. Me lo chiede sempre, in occasione d’ogni riunione. Lui è venuto a Palazzo di Città nel giorno della presentazione, ha “benedetto” l’iniziativa e “sbava” all’idea di vederla realizzata. Muore dal desiderio di partecipare all’inaugurazione ma non ha ancora visto un atto. Dobbiamo fare in modo che non perda l’entusiasmo, che non si sfili», il monito di Talento.

Di qui la scossa: «Sono componente di Giunta senza percepire un euro d’indennità né prendere rimborsi spesa. Presto la mia opera a titolo gratuito. Una sola cosa chiedo: che si realizzi un impianto polifunzionale nella mia città, dove ora c’è un rudere che ha solo richiamato le visite di Striscia la Notizia. Una vera “casa dello sport”. Sempre aperta. Basta con le strutture, vedi lo stadio Arechi, utilizzate due volte al mese solo per le partite. Sono anti-economiche. Occorrono circoli virtuosi. Nella Cittadella che abbiamo progettato c’è spazio per tutte le discipline, c’è un programma per la scuola di formazione che faccia di Salerno un punto di riferimento per tutto il Sud, per l’Italia intera, perché l’Acquacetosa a Roma è strapiena e occorre qualche nuova location. Potremmo portare a Salerno tutte le Nazionali che ci sono, dal basket al volley. Si può fare tutto – ha chiosato Talento -. Ma ora bisogna sbrigarsi».

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