Di NICOLA LANZILLI

Non è stato un inizio di campionato felice per Alessandro Rosina, messo alle corde dai numerosi guai fisici, veri nemici del fantasista calabrese. E al dire il vero felice fino in fondo non lo è stata neanche la sua esperienza con la Salernitana. Ora, peró, il capitano granata dovrà finalmente prendersi la squadra sulle spalle e portarla più in alto possibile, come permesso da una sempre più pazza serie B. Con il Frosinone per lui  dovrà necessariamente essere l’inizio di una nuova vita, nella quale mostrare le qualità intraviste solo a sprazzi in questo anno e mezzo all’ombra dell’Arechi. Dopo aver giocato da titolare le prime tre gare stagionali, le due di coppa con Alessandria e Carpi, e l’esordio in campionato a Venezia, il 10 granata ha visto il campo con il contagocce. A causa di una fastidiosa tendinite che non gli ha dato tregua negli ultimi due mesi. Oltre agli anonimi ultimi 5 minuti del Tardini contro il Parma, l’ex nazionale azzurra è tornato ad essere incisivo nell’incredibile finale di derby con l’Avellino. Infatti è stato proprio grazie ad un suo pennellato calcio d’angolo, ribadito in rete da Roderiguez, che ha avuto inizio la storica rimonta granata.

 

IL RITORNO DAL 1′

In un match così delicato come quello con il Frosinone, sia per la caratura dell’avversario sia per essere il primo dopo il derby vinto, Bollini sembrerebbe aver deciso di (ri)gettare il talento calabrese nella mischia dal 1′. Grande segnale di fiducia quello del tecnico del cavalluccio marino, nonostante l’ultima gara da titolare di Rosina risalga al 26 agosto. Sì, perché a conti fatti è dalla prima giornata che l’ex Lazio e Torino non rientra nell’undici di partenza. I più fantasiosi parleranno di segno del destino visto che proprio contro i ciociari, in trasferta, Rosina segnó una delle 4 reti realizzate nella scorsa stagione in quella che senza dubbio fu una delle prestazioni più esaltanti dell’anno squadra di Bollini. Sabato la Salernitana è chiamata a confermare quanto di buono fatto nell’ultima mezz’ora del Partenio e continuare a volare sulle ali dell’entusiamo, magari anche grazie alle giocate di Alessandro Rosina

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