Dopo l’articolo sullo stendardo “Salerno” nella curva dell’Inter al San Paolo di Napoli (clicca qui per leggerlo), riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento della “proprietaria” di quel drappo. Federica, giovane salernitana dal cuore interista, racconta così la sua passione e il motivo per cui sceglie di viverla esponendo il nome della sua città.

Sono Federica, originaria di Salerno e tifosissima dell’Inter sin da quando sono nata.
E’ il mio papà che mi ha trasmesso questo amore infinito per la mia squadra, un amore che credo vada oltre le semplici parole perché, solo a scriverle, mi viene la pelle d’oca.
Ero piccolissima quando guardavo le partite sul lettone con papà. Erano gli anni del grande Ronaldo, di cui ero profondamente innamorata, sia per il suo piede magico, sia per la sua faccia da cartone animato che, forse, faceva molta presa su una bambina di quattro anni. Da primogenita femmina, ero la fidanzata di mio padre ma, con l’arrivo di Ronaldo, ricordo nitidamente la frase che ripetevo sempre “I miei fidanzati sono papà e Ronaldo”. Ed era l’unico uomo che papà approvasse! Ricordo benissimo il 5 maggio, le mie lacrime, in ginocchio davanti alla tv, che scesero ancor più forte quando la telecamera inquadrò quelle del mio giocatore preferito.
Non ricordo alcun trofeo interista nella mia infanzia, così come non lo ricorda il mio papà. Il mio, anzi, il nsotro tifo è legato ai colori e, da sempre, va al di là del risultato. Quando sono cresciuta ho iniziato anche a scrivere di calcio, quasi esclusivamente della mia Inter, ho iniziato a programmare la mia vita in base alle partite. Da quando ho iniziato a mettere qualche soldo da parte, cerco di seguirla “in trasferta e giù in città”, studio permettendo. Tutt’ora mamma rimprovera, ormai scherzosamente mio padre, di aver cresciuto un figlio maschio.
La partita era un momento di svago e, soprattutto, di condivisione con mio padre. Un momento che adesso mi manca, vivendo lontana dalla mia famiglia, ma che ci tiene sempre così legati. Ci chiamiamo sempre ai goal, alle azioni importanti e, quando vado allo stadio, leggo sempre nelle sue parole grande orgoglio per aver cresciuto una figlia femmina così tifosa. Spero di riuscire a far lo stesso coi miei figli, farli innamorare della squadra che da sempre mi rende felice, mi fa arrabbiare, mi fa viaggiare!
Ecco perché una ragazza di Salerno è interista. Perché il calcio non è legato ad alcuna città, il calcio è legato al sentimento. Ed io tifo la squadra della mia famiglia, non la squadra della mia città per il semplice motivo di esservi nata.
Ciò non toglie che io ami Salerno, soprattutto da quando vivo a Roma. Mi manca il calore della gente, la pizza di mamma, il lungomare. E’ una città di cui vado molto fiera, che elogio e, forse sono di parte, per me ha pochissimi difetti. Motivo per cui ho deciso di andare allo stadio con il mio personale stendardo di Salerno. Sono nata e cresciuta a Salerno da interista e me ne vanto! Il mio stendardo, inoltre, non si ricollega ad alcun Inter Club della città, poiché ho iniziato ad andare allo stadio completamente sola, senza conoscere nessuno e solo per tifare la mia maglia! Questo stendardo rappresenta me e l’amore per l’Inter e la mia città.
Non tifo Salernitana, per rispondere a qualche commento che ho letto sui social, nessuna doppia fede. Tifo solo l’Inter, ma rispetto tutte le tifoserie. Rispetto che ho visto venir meno da parte di molti tifosi nel corso degli anni e soprattutto in queste ventiquattro ore post Napoli-Inter.
Mi auguro che in futuro ci sia meno provincialismo e più apertura. Me lo auguro per i tifosi, non per me. Mi auguro che tutti riescano a viversi il calcio con passione, adrenalina, gioia, felicita, sofferenza, senza la necessità di insultare l’avversario per il semplice fatto di essere tale.
Continuerete a vedermi a moltissime partite, sempre con il mio stendardo in alto (strano non mi abbiate notato negli ultimi due anni), perché amo l’Inter. La amo quando perde, quando vince. E noi interisti ci siamo abituati alle sconfitte! D’altronde lo dice una nostra canzone “né sconfitta né vittoria, che tanto è sempre la stessa storia, un’ora e mezza senza fiato”… per me c’è solo l’Inter!”

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