di VITTORIO GALIGANI

La penetrazione di Gatto. L’assist di Sprocati. Una ciliegina deliziosa imboccata all’estroso avanti granata che non ha fallito la stoccata finale. Salernitana in vantaggio a Novara quando ancora stavamo preparandoci ad assistere alla partita. Roba da stropicciarsi gli occhi per tutta la serata.

Una squadra rivoluzionata negli uomini e nelle idee. Questa volta bisogna rendere merito anche a Bollini. Parcheggia i più “affaticati” (si dice così?) e fa turnover con quelli che gli regalano una prestazione da incorniciare.

Il rientro di Minala. La buona prestazione di Ricci diverso dall’ultima in casa (gestisce con avvedutezza una infinità di palloni). L’estro, questa volta positivo, di Gatto. La qualità di Sprocati (il ragazzo potrebbe ambire a qualcosa di più in alto e non sfigurerebbe). La semplicità di Pucino. La fisicità genuina del giovane Rossi. Sono le qualità, con estrema capacità di sintesi, che hanno annichilito la sponda novarese.

Nonostante il momentaneo pareggio degli azzurri di casa non c’è mai stata partita. I granata l’hanno fatta da padroni in tutti i settori del campo. Sprocati, messo nelle condizioni di esprimersi, sciorina una prestazione esemplare. Merita la palma del migliore in campo.

Qualche piccola indecisione di Radunovic e qualche altra piccola sbavatura non compromettono il giudizio positivo sulla prestazione generale. La Salernitana si è dimostrata squadra tonica. Quantomeno sino a quando sono rimasti in campo gli undici iniziali. Si esprimessero, i granata, sempre su questi livelli potrebbero competere per un traguardo più ambizioso. In questo potrebbe aver ragione il “magno” Claudio quando esterna le sue perplessità. Chi è subentrato ha confermato il momento poco felice che sta attraversando. Rosina, nei venti minuti in cui va in campo, tocca palloni nella quantità delle dita di una mano. Odjer risulta sempre troppo falloso. Kiyine fatica a trovare la posizione.

I meriti, in questa occasione, vanno anche a Bollini. Augurandosi che la sua ispirazione non sia conseguenza soltanto della necessità di attuare il turnover. Il Gatto visto all’opera ieri sera merita la riconferma. Ricci chiamato ad esprimersi un una zona più consona, mette in evidenza le sue caratteristiche. Rossi dimostra di possedere le qualità di un “torello” di razza. Sprocati esprime quel quid in più che porta a fare la differenza.

Una rondine non fa primavera, abbiamo scritto in precedenza. A quella di Avellino è però seguita quella di Novara. Chissà che poco a poco non si riesca a formare uno stormo. Nella realtà i “sogni” si realizzano così. A poco a poco.

Sabato intanto scende a Salerno l’Empoli capolista. Come si usa dire. Un avversario alla volta. Un gol alla volta. Una vittoria alla volta. Con l’auspicio  che le rondini all’Arechi ci facciano il nido!

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *