DI NICOLA LANZILLI

Dalle stelle alle stalle. Non immaginava minimamente, Massimo Coda, che il suo ritorno in serie A potesse somigliare più ad un brutto incubo che ad un sogno da vivere a pieno. Le due stagioni vissute da assoluto protagonista in B con la maglia della Salernitana, con la quale ha segnato oltre 30 reti, gli sono valse inevitabilmente la consacrazione in massima serie. Non con il cavalluccio granata ma bensì con il Benevento delle sorprese che in estate scelse di affidare proprio al bomber di Cava de’ Tirreni l’arduo compito di trascinare le streghe verso la permanenza nel massimo campionato. Ma dopo solo 10 giornate ogni buon proposito ha dovuto scontrarsi con la dura realtà di un torneo di tutt’altro livello rispetto alla cadetteria, nella quale sia il Benevento che Coda sono stati assoluti protagonisti negli ultimi anni. Zero punti conquistati, appena 3 reti messe a segno e una retrocessione che sembra essere già cosa fatta pur essendo ancora ad inizio stagione. Per Massimo Coda nemmeno l’ombra di una gioia personale che possa quantomeno addolcire il periodo nero vissuto con la maglia giallorossa. 7 presenze, non tutte da titolare, e nessun gol all’attivo. Questo è il magro bottino dell’ex Salernitana, squadra che, ironia della sorte, proprio senza il suo uomo simbolo sta vivendo un periodo magico.

 

SOGNI INFRANTI

Dopo due stagioni vissute da assoluto protagonista con casacca della Salernitana, a Massimo Coda quella serie B stava davvero stretta. E coma dargli torto. Alla soglia dei 30 anni sarebbe stato impossibile rifiutare l’offerta del Benevento che lo voleva con se alla sua prima avventura in massima serie. Salutata Salerno, per il capocannoniere granata è iniziata presto una nuova avventura. Direzione serie A. Destinazione nella quale ha soggiornato solo per qualche mese nella stagione 2014/15 quando militava nel Parma. L’esaltazione di ritornare all’epice del calcio italiano è durata ben poco. Ad aver rubato la scena, infatti, è stata la delusione di un’annata già dopo due mesi rivelatasi disatrosa. Con 0 punti il Benevento è l’unica squadra nella storia della serie A ad aver perso le prime 10 giornate del torneo, in più è attualmente anche l’unica in Europa con neanche un punto in classifica. Per Coda quello sannita inizia a somigliare più ad un incubo che ad un sogno. Come se non bastasse anche la sfortuna ci ha messo lo zampino. Ieri, infatti  match con il Cagliari è stato proprio l’ex granata, sul punteggio di 1 a 0 per i sardi, a procurarsi al 94esimo il calcio di rigore trasformato da Iemmello. Pareggio che a pochi secondi dalla fine stava per regalare il primo punto in A al Benevento. Stava, appunto, perché al minuto 95 Pavoletti, con la rete del 2 a 1, ha spento la luce e gettato nell’ombra Coda e compagni.

 

“BEFFA” GRANATA

Per due anni è stato il trascinatore assoluto della Salernitana, ma per ironia della sorte è propio senza di lui che la squadra di Bollini a attraversando il periodo più florido dal ritorno in cadetteria. Senza il supporto di Coda, soprattutto il primo anno di B, il club di patron Lotito con ogni probabilità avrebbe fatto ritorno in lega pro. Di conseguenza dopo l’addio del numero 9 nessun tifoso del cavalluccio marino si sarebbe aspettato di vivere un inizio così esaltante di stagione. Con il sesto posto in classifica, a tre punti dalla zona promozione, condito dalla vittoria nel derby con l’Avellino, già entrato nella storia del club granata come uno dei match più emozionanti di sempre. Una “beffa”, si fa per dire, per Massimo Coda, destinato, a meno di clamorosi miracoli, ad una retrocessione quasi già scritta con i sanniti, ma che osserva, seppur da lontano,  l’evoluzione della Salernitana. Squadra che proprio lui ha contribuito a suon di gol a renderla ancor più grande.

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