di STEFANO MASUCCI

Si sederà con ogni probabilità in panchina Pietro Terracciano. Guarderà sicuramente la Curva Sud, la stessa curva sotto la quale ha commesso il clamoroso errore che è costato la sconfitta con il Trapani dell’11 ottobre 2015, quando una sua papera permise a Citro di andare indisturbato in gol. La stessa curva, però, che l’ha sostenuto nei momenti più delicati, e acclamato quando anche con le sue parate è riuscito a tenere a galla la Salernitana, salva a fine campionato dopo tante peripezie attraverso i playout. Perché l’esperienza dell’estremo difensore casertano, arrivato all’Arechi quasi per caso (dopo la vicenda Frison), è fatta di luci e ombre, di momenti sicuramente intensi, e anche di qualche rammarico. L’attuale secondo portiere dei toscani, infatti, ha dovuto sudare non poco per provare a sconfiggere lo scetticismo e conquistare fiducia tra i pali. Sgomitando prima con Strakosha, anche lui poco positivo a Salerno ma esploso poi nella Lazio, e dopo con Gomis, che arrivato lo scorso gennaio gli è stato preferito dal tecnico Alberto Bollini. Poi in estate l’addio al granata, e la scelta di andarsi a giocare una chance a Empoli (che sabato pomeriggio affronterà la Salernitana), prima dell’arrivo di Provedel, che l’ha retrocesso, quasi automaticamente, ancora una volta al ruolo di secondo portiere. In molti ricorderanno forse qualche suo intervento imperfetto tra i pali, nessuno però ha dimenticato la sua serietà, dentro e fuori dal campo. Mai una parola fuori posto, dal suo arrivo al suo addio. E chissà, se tornando all’Arechi da avversario, Pietro Terracciano non butterà un occhio a quella Curva, riavvolgendo il nastro dei ricordi, da quelli più positivi a quelli meno felici.

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *