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Stangata per Palmese e Picciola dopo la maxi-rissa scoppiata al termine del match del girone B del campionato di Eccellenza campana. Un post-gara rovente a seguito del quale i carabinieri avevano arrestato tre persone, poi rimesse in libertà dal giudice del Tribunale di Nola.

Adesso è arrivata la stangata del Giudice Sportivo che ha punito entrambe le società. La Palmese, oltre a una multa di 550 euro e all’inibizione di quasi due mesi per un dirigente, dovrà disputare tre partite a porte chiuse. In casa Picciola, invece, è stato squalificato fino a maggio un collaboratore tecnico.

In particolare, stando a quanto riportato dal Giudice Sportivo, la formazione napoletana è stata sanzionata in quanto «a causa della mancata chiusura dei cancelli di accesso agli spogliatoi veniva consentito l’ingresso di estranei che si dirigevano verso gli spogliatoi e partecipavano alla rissa alla quale prendevano parte anche i tesserati della società Palmese, la rissa ingenerata coinvolgeva anche le forze dell’ordine che cercavano di placare gli animi e nell’alterco un carabiniere veniva colpito al volto con un borsone da calcio; la rissa veniva placata solo grazie all’intervento di ulteriori unità di polizia che riuscivano a riportare la calma».

Un dirigente della Palmese, invece, è stato inibito fino al 27 dicembre 2017 perché «con comportamento altamente scorretto, sleale, antisportivo e aggravato dal ruolo societario rivestito, a gioco in svolgimento lanciava sul terreno di gioco altro pallone con lo scopo d’interferire nel gioco».

La Picciola, infine, è stata punita con la squalifica fino al 2 maggio 2018 per un collaboratore tecnico in quanto «terminata la gara, con comportamento minaccioso ed ingiurioso verso lo spogliatoio della squadra ospitante e con una forte spinta colpiva un calciatore della squadra avversaria. Tale comportamento ha generato una rissa tra i tesserati delle due società che si è consumata nella zona antistante gli spogliatoi. In tale occasione vi è stato un lancio di oggetti tra i predetti tesserati uno dei quali colpiva un carabiniere intervenuto per sedare la rissa».

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