Salerno Luci d'Artista

di FRANCESCO CACCIATORE*

Un collettivo sospiro di sollievo si è sollevato dal golfo di Salerno pochi giorni fa, con la conferma che le tanto amate Luci d’Artista sono salve. I timori che hanno soffocato la città per settimane si sono dissolti, respinti oltralpe insieme agli invasori francesi che, con le loro pretese di trasparenza e correttezza nell’assegnazione del bando di concorso, hanno messo in pericolo una delle manifestazioni piú belle d’Italia.

Eppure, non riesco a liberarmi del sospetto che non si sia trattato solo del primo passo di una congiura neoborbonica volta a restaurare il dominio francese nel Meridione. Il ricorso degli “amici di baguette”, come il presidente De Luca ha definito la Blachere Illumination, colosso francese del settore, pareva piú che fondato, o comunque legittimo, contestando il presunto conflitto d’interesse tra la Iren, società piemontese risultata vincitrice del bando, e il Comune di Salerno, visto che la prima è di recente entrata nel capitale sociale della holding partecipata del secondo.

Per fortuna, tutto si è risolto per il meglio: la Blanche, mossa senza dubbio da uno spirito di fratellanza memore delle imprese risorgimentali, ha ritirato la richiesta di sospensiva al Tar. I salernitani saranno liberi anche quest’anno di lamentarsi dell’invasione delle proprie strade, del traffico bloccato e dei turisti che non spendono soldi.

Per fortuna che le Luci d’Artista ci sono, e ci saranno. Perché esse sono ormai il vero simbolo della città, un simbolo che rappresenta Salerno molto meglio del Castello Arechi o di una veduta del golfo. Salerno è una città di luci abbaglianti, anzi, accecanti, dove il credo che l’apparire conta più dell’essere non solo ha pervaso l’azione dell’amministrazione comunale negli ultimi ventiquattro anni, ma è ormai parte integrante della mentalità dei suoi cittadini.

Una città dove gli ingenti flussi turistici degli ultimi anni non sono riusciti ad arrestare la crisi del lavoro e la tremenda emorragia di giovani che in numero sempre più grande lasciano il territorio, per mancanza di lavoro, di stimoli, di opportunità. Come le Luci d’artista, Salerno appare bella, bellissima. A chi ha la sfortuna di saper guardare oltre le apparenze, però, entrambe appaiono solo come grandi occasioni sprecate.

*storico, ricercatore, giornalista e scrittore freelance

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *