di VITTORIO GALIGANI

Senza dubbio una partita avvincente. Chi era presente non si è certamente annoiato. Per i gol. Per la Salernitana in rimonta. Per il miraggio della vittoria.

Sembrava tutto tracciato sulla falsariga del passato recente. Granata con incerto inizio, che andavano sotto, ma che ribaltavano il risultato e portavano a casa i tre punti. La “grande bellezza” di Alessandro Rossi. Il suo primo gol in categoria. La sontuosa esecuzione in acrobazia sul secondo. La dimostrazione che il ragazzo ha fisicità, estro, fantasia e qualità. In tribuna il “magno”, apparso leggermente sovra peso rispetto al passato, se lo coccolava con gli occhi. Quel pupillo della Lazio.

La prima parte della gara e quella splendida doppietta hanno forse illuso un po’ troppo. Nella ripresa ha avuto la meglio il Bari. Netta la supremazia territoriale dei “galletti”. Netta, nel secondo tempo, la padronanza di gioco dei ragazzi di Fabio Grosso.

Tra le tante assenze, accusate dalle due squadre, i granata sono quelli che hanno maggiormente accusato/patito. Anche dal punto di vista fisico. Le tossine accumulate nei muscoli, i crampi improvvisi, hanno evidenziato la stanchezza (da impegno) che ha aggredito più di qualcuno. Minala ha dovuto ridurre i “giri” del suo motore. E’ venuta meno la verve di Gatto, spesosi in qualche allungo di troppo. Signorelli diligente, ma non determinante. Ricci, anche lui valido, ma al di sotto delle ultime prestazioni. Bocalon utile nell’economia del gioco, ma assente in area di rigore avversaria. Questa, con estrema sintesi, la lettura finale della gara.

Ininfluente il contributo di chi è subentrato nel secondo tempo. Rosina, purtroppo, non è più il calciatore che abbiamo ammirato nel passato. Evidenzia, nel presente, limiti palesi. Al tirar delle somme la spartizione della posta rispetta i valori espressi in campo dalle squadre. Pur riconoscendo al Bari una migliore condizione fisica ed una espressione di gioco piacevole ed effervescente. Galano si conferma un furetto difficile da “acchiappare”, un brutto cliente per tutte le difese.

Bollini, nelle difficoltà, sta tirando fuori il meglio dai suoi ragazzi. Le sostituzioni sono quasi obbligate. Appare anche più sereno nelle dichiarazioni dell’immediato dopo partita. Radunovic una sicurezza. Vitale in crescita di rendimento. Alex gli fa da buona spalla nella “catena” di sinistra. Mantovani non fa rimpiangere i più esperti compagni di reparto rimasti al palo per infortunio. Pucino fa della semplicità l’arma migliore del suo buon rendimento.

E poi il pubblico dell’Arechi. 17mila ed oltre ad incitare la squadra del cuore. Un potenziale da far invidia a qualche club della massima serie. E poi, ancora, quel contorno di folklore offerto dalle due tifoserie. A rafforzare, ove ce ne fosse bisogno, quel “patto” di fratellanza indissolubile. Invidiabile. Anche quello in un periodo in cui la violenza negli stadi la fa sovente da padrona.

A fine partita il “magno” Claudio ha storto il naso, criticando ingenerosamente Bollini per le sostituzioni. In questa occasione non condividiamo e concediamo al tecnico tutte le attenuanti del caso. In una rosa rabberciata dalle molteplici assenze ha cercato di districarsi al meglio. Anche per essere in linea con gli equilibri dello spogliatoio.

Guardando la classifica. Salernitana a venti punti. Tre soli di distacco dalla vetta. Solo pochi turni addietro poteva apparire un’utopia. Domenica prossima si sale a Cesena.

Un avversario alla volta. Un gol alla volta. Un punto alla volta…non si può mai dire! Il conto si legge sempre dopo aver gustato il caffè.

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