di DARIO CIOFFI

È come se il mare, da cui quelle vite arrivano già spente, avesse lavato le coscienze. Lasciando tutti senza lacrime. Non sono “nostri morti”. Sbarcano a Salerno perché così è deciso dagli organismi internazionali, ma oltre la barriera del Porto – varcata da una schiera di cronisti chiamati a raccontare quello strazio, dagli inquirenti che dovranno far luce sull’accaduto, da qualche rappresentante delle istituzioni e da un plotone di “angeli” vestiti da soccorritori per aiutare chi è sopravvissuto – l’eco di quella tragedia non si sente.

Sull’ennesima nave di migranti attraccata all’ombra del Castello d’Arechi in una domenica senza sole ci sono 26 cadaveri di ragazze, forse tutte poco più che bambine. Forse, perché la verità è ancora “congelata” come quei corpi senza battito e senza nome. Nessuno le conosceva, le vittime di questa strage da deportazione nazista, e allora nessuno le piange. È crudele e fa una rabbia che si mangia il cuore. Nessuno conosceva neppure Chicca, quella povera cagnolina uccisa a calci qualche mese fa per le strade di Salerno, però per quell’episodio la gente scese in strada, manifestò, si spese alzando un’onda d’inquietudine sui social ormai diventati la lavagna dell’opinione pubblica.

Ieri, invece, nelle piazze virtuali e reali, parlavamo – noi tutti, noi altri – del punto guadagnato («o dei due persi») dalla Salernitana del calcio, del maltempo in arrivo e – a volersi proprio spingere oltre – delle elezioni in Sicilia aspettando la certezza dell’annunciata sconfitta del Pd renziano. Il Porto restava lì, con i suoi migranti che fanno un po’ pena e un po’ paura («e se lì in mezzo c’è un terrorista? E poi quelli che arrivano vogliono lavorare qui, dove di lavoro non ce n’è? Molti finiranno a rubare…») e con quelle salme che dovranno trovare sepoltura, non prima di capire come, quando e perché quelle ragazzine sono morte, abbandonate o ammazzate. Cadaveri di serie B, che non suscitano neppure una lacrima, un’indignazione per quanto poco in un mondo lontano, e però che ci ritroviamo sotto casa, possa valere una vita.

Buon viaggio, ragazze. Qualunque sia il Dio in cui abbiate creduto, in quest’esistenza così maledettamente breve, state certi che quello Buono e Vero vi restituirà, nel mondo dei Giusti, quel che gli uomini crudeli vi hanno tolto.

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1 Comment

  1. Grazie Dario Cioffi

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