salernitana rodriguez

Di NICOLA LANZILLI

Farà di tutto per esserci, Alejandro Rodriguez, a Cesena, lì dove tutto ebbe inizio. La carriera della punta di Terrassa, infatti, parte proprio dalla città romagnola, quando a soli 19 anni venne acquistato dal club bianconero direttamente dal settore giovanile dell’Espanyol. Una lieve elongazione al bicipite femorale sinistro accusata nel derby contro l’Avellino lo ha costretto ai box, ma al Manuzzi Alejandro vorrà tornarci, e perché no segnare anche il classico gol dell’ex. A Cesena sono legati i ricordi più belli della sua avventura in Italia. Più di 20 gol e una promozione in serie A con i romagnoli per “Peter Pan“, soprannome affibbiatogli per la sua esultanza dove posa imitando il celebre personaggio della Disney. Mani sui fianchi, testa alta e sguardo fiero, quello che mostra dopo ogni suo gol. A dire il vero la testa alta il bomber col codino l’ha sempre portata. Anche quando all’esordio con la maglia della Salernitana si fece notare più per una serie di occasioni clamorose fallite che per le sue reali qualità da attaccante. Qualità che il pubblico granata ha iniziato ben presto a intravedere nelle sfide con Spezia, Parma ed Avellino tra gol e giocate decisive. I guai fisici lo hanno bloccato nel suo momento migliore ma lui di star fermo proprio non ne ha voglia e farà di tutto per tornare lì dove spiccò il suo primo volo.

 

Gli anni romagnoli

Al termine di una lunga serie di provini in giro per l’Europa Alejandro Rodriguez impressionó i dirigenti del Cesena, i quali senza pensarci troppo lo portarono subito in Romagna. 4 gol in un match con la primavera e contratto firmato con la prima squadra. A soli 19 anni fece il suo esordio in serie A contro la Juventus prima di passare in prestito al Pavia in serie C dove realizzò 3 gol in 19 partite prima di ritornare alla casa madre. Pur non partendo quasi mai nell’undici titolare, nella stagione 2013/2014 fu uno dei protagonisti principali della promozione in A del Cesena, nonché miglior marcatore della squadra con 8 reti in 20 partite. Numeri con i quali si meritò la riconferma anche l’anno successivo nel massimo campionato nel quale non sfigurò affatto con i suoi 5 gol in 25 presenze. In A resta con la maglia della Samp ma il poco spazio concessogli lo costrinsee al ritorno in bianconero, altri 5 gol, questa volta in serie B, e la chiamata del Chievo arrivò puntuale, prima del passaggio alla Salernitana. Dove in pochi mesi ha saputo convincere anche un pubblico esigente come quello di Salerno, con quell’esultanza alla Peter Pan sempre a testa alta e con lo sguardo fiero.

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