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di ALESSANDRO MOSCA

Quando la Curva Mare scalderà la voce e farà risuonare Romagna mia, la Salernitana non tremerà. Ai calciatori basterà alzare lo sguardo e buttare l’occhio al settore ospiti dello stadio Manuzzi di Cesena dove in duemila sono pronti a rispondere ai tifosi di casa. Basterà un “io ti voglio dire” o un qualsiasi altro coro per far stringere i granata e fargli credere di giocare in data. Davvero e non per quella consumata abitudine pronunciata a ripetizione dopo i “movimenti di massa” a cui la torcida del cavalluccio marino ha abitato l’intera Italia. È un vero e proprio esodo quello che accompagna gli uomini di Alberto Bollini in una trasferta che può valere tanto. Che conferma quell’altro motivetto da tempo ascoltato sugli spalti dell’Arechi, da quando gli interessi delle pay-tv hanno mandato in malora quell’usanza del “come è bello sostenerti la domenica alle 3”.

L’impegno della spenta Nazionale di Ventura costretta a un affannoso tentativo di conquistare il pass mondiale fa tornare una vecchia abitudine, riavvolgendo il nastro del tempo a quando per conoscere i risultati degli altri campi s’ascoltava la radiolina o lo speaker dello stadio e non bastava sbloccare la tastiera di uno smartphone per avere il mondo fra le mani. È una trasferta “nostalgica”, dunque, quella che chiama la Salernitana all’undicesimo risultato utile consecutivo. L’ottimo momento di forma di Bocalon e compagni non è stato minato neanche dal pari subito in rimonta nel “principe degli stadi” con il Bari. E l’entusiasmo per il filotto senza sconfitte non si riesce proprio a sopire. Anzi. Perché questo campionato di B dove si fa a gara a chi va più lento offre una nuova chance alla Salernitana per decollare e prendere il volo. I risultati del sabato (l’Empoli è andato ko a Vercelli, il Frosinone si è fermato a La Spezia) e gli intrecci del calendario (Cremonese-Palermo su tutti) servono ai granata un assist per tentare di mettersi in una posizione di classifica che può davvero render cosa scontata la migrazione di massa che ci sarà oggi al Manuzzi nelle prossime gare esterne.

Toccherà agli uomini di Bollini provare a dare nuova linfa al sogno di un’intera città che finalmente si sfrega le mani per la sua squadra dopo due stagioni fra (pochi) alti e (tanti) bassi. Per il trainer della Salernitana la sfida di oggi è una sorta di derby, una puntata dell’eterna contrapposizione fra i due popoli più “meridionali” del Nord: la natia Poggio Rusco, provincia di Mantova, è da considerarsi a tutti gli effetti un “prolungamento” dell’Emilia essendo il primo comune lombardo dopo il territorio modenese. La sfida in Romagna, dunque, per lui avrà un sapore particolarissimo. Che decide di giocarsi nel segno della continuità. Le certezze date dal 3-5-2 sono tali che – nonostante l’emergenza data dalla lunghissima lista di indisponibili per infortunio – non ci saranno grandi modifiche rispetto alle ultime uscite.

In porta toccherà ad Adamonis, lo stakanovista tornato dalla Bielorussia a tempi di record dopo aver risposto alla chiamata dell’under 21 lituana per sostituire Radunovic (il serbo è rimasto con la sua nazionale) e non caricare subito di responsabilità il neo-arrivato Russo. In difesa le scelte sono obbligate: sono tutti out e accanto all’unico centrale arruolabile, Mantovani, ci saranno Pucino e Vitale, professione terzini ma capaci di dar fondo alla loro enorme esperienza per garantire la necessaria copertura. Dal match con la Cremonese, aspettando i rientri, gli darà una mano anche l’ultimo acquisto, Popescu, ufficializzato ieri dal club. Non si muove neanche la mediana: sugli esterni la generosità e l’inventiva di Gatto a destra e Alex a sinistra sosterrà l’azione offensiva e, allo stesso tempo, proverà a non soffrire troppo in fase di ripiego. Al centro Minala farà da frangiflutti e cercherà di correre anche per Signorelli – in crescita di condizione e confermato in regia – e Ricci. In avanti – senza Rosina, ormai ai margini del progetto dopo la rottura con la società – toccherà allo scatenato Rossi, altro reduce da un su e giù per l’Europa dopo il match con l’under 20 azzurra, e Bocalon provare a far sognare i loro tifosi e scardinare il Cesena dell’ex (non troppo amato) Fabrizio Castori che punta tutto su un 4-4-1-1 compatto dove la punta Jallow si caricherà il peso della squadra sulle spalle sperando nell’inventiva del discontinuo Laribi.

Le probabili formazioni:

CESENA (4-4-1-1): Agliardi; Perticone, Esposito, Scognamiglio, Fazzi; Kupisz, Schiavone, Kone, Dalmonte; Laribi; Jallow. Allenatore: Castori

SALERNITANA (3-5-2): Adamonis; Pucino, Mantovani, Vitale; Gatto, Minala, Signorelli, Ricci, Alex; Rossi, Bocalon. Allenatore: Bollini

 

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