di VITTORIO GALIGANI

Una Salernitana che non “muore” mai. Bollini sul podio come “mago” delle rimonte. Bocalon sbaglia l’impossibile, ma da quell’errore nascono voglia e volontà, dei granata, per riagguantare il risultato. Sull’uno a tre, ieri a Cesena, nessuno avrebbe potuto scommettere. I granata sono “risorti”, per assurdo, dopo l’espulsione di Gatto. In inferiorità numerica la squadra di Bollini (perché, bisogna ammettere, oggi la squadra si identifica in Bollini) ha messo in mostra il meglio di sé.

Temperamento, fisicità e valida espressione tattica sono il biglietto da visita che porta meritatamente Vitale e “soci” all’undicesimo risultato utile consecutivo. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla dimostrata, ripetuta capacità di non demordere mai. Di non arrendersi neanche di fronte all’inferiorità numerica. Nei venti minuti finali di Cesena, quelli che hanno sofferto di più sono stati i padroni di casa. Lo schema, perfetto, eseguito sulla punizione che ha portato al pareggio definitivo di Matteo Ricci ha annichilito l’intera retroguardia bianconera. E non solo. Tutti si attendevano una conclusione scontata. Ripetuta precedentemente all’infinito. Il mancino a giro, sopra la barriera, di Vitale. Muovere la palla con una soluzione alternativa ha disorientato gli avversari. Ha sorpreso anche astanti e commentatori. La conclusione millimetrica del giovane scuola Roma ha ammutolito la curva degli appassionati tifosi cesenati.

I tifosi appunto. Tanti quelli arrivati da Salerno. Era nelle aspettative. Un vero peccato che un pubblico tanto entusiasta, presente e caloroso debba confrontarsi nella serie cadetta. Bollini sino a qualche settimana addietro parlava di salvezza. Mentiva a se stesso, evidentemente, avendo sotto gli occhi, nel corso della settimana, le risorse umane delle quali può disporre.

Le assenze. Le tante assenze. Non si sono fatte sentire. Chi è sceso in campo ha dimostrato appieno il suo valore. A Cesena, per esempio, l’ingresso in campo di Alessandro Rossi ha di nuovo spaccato la partita. Quella sua stupenda penetrazione ha offerto a Bocalon una occasione che più ghiotta non si può. Soltanto la precipitazione può aver indotto l’ex alessandrino a uno sbaglio tanto imperdonabile.

Il tempo metterà Bollini dinanzi a delle scelte. Schiavi, Bernardini, Sprocati e gli altri ancora fuori per acciacchi di natura fisica ripresenteranno la loro candidatura alla maglia. Il rientro di Rodriguez, che ha subito realizzato, ha permesso la staffetta con Rossi. In futuro, con lo spagnolo completamente ristabilito sarebbe un peccato vedere uno dei due relegato in panchina. Anche se, come “recitano” tutti gli allenatori, i problemi di abbondanza è sempre meglio averli.

La classifica pone la Salernitana a soli tre punti dalla promozione diretta. Il “magno” si starà stropicciando gli occhi. Di questo passo potrebbe essere necessario il suo abbandono alla poltrona presidenziale. Mai dire mai. Per intanto sabato prossimo scenderà all’Arechi una “arrabbiata” Cremonese punita tra le mura amiche dal  fuggitivo Palermo.

Il discorso è sempre lo stesso. Con la calma e la fatica il leone riesce a  far…  “gioire” la formica!

 

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