italia

di FILIPPO NOTARI

Mentre l’inno di Mameli risuonerà tra le “pareti” della Scala del calcio l’Italia intera (ri)vedrà passare dinanzi agli occhi le tappe principali della gloriosa storia azzurra. Una storia calcistica che s’intreccia con quella del nostro Paese generando un orgoglioso senso d’appartenenza difficile da spiegare. Sentimenti forti e che, durante quei 90 e passa minuti, riescono a far dimenticare le amarezze e le difficoltà con cui si è costretti a vivere la quotidianità, facendo (ri)sentire tutti “Fratelli d’Italia”. Un popolo unito sotto un tricolore che riesce ad avvolgere anche – e forse soprattutto – chi, lontano dal nostro Paese, rivendica ogni giorno la propria italianità.

Stavolta anche l’Italia del calcio sembra essersi adeguata alla recente storia della Nazione, rendendosi protagonista d’un deludentissimo cammino che l’ha relegata ai play-off per provare a conquistare i Mondiali 2018. Noi, quattro volte campioni del mondo, dovremo battere con due gol di scarto la Svezia per riuscire a volare in Russia. Altrimenti, la prossima estate, ci toccherà restare a guardare lo spettacolo. Un destino tutt’altro che esaltante e che sembra esser lo specchio fedele d’un Paese in cui il senso d’appartenenza e la fierezza di essere italiani vanno scemando insieme alle difficoltà. Qualcuno, con fare polemico, ritiene che sia più giusto che l’Italia vada a casa e non partecipi ai prossimi Mondiali. E, in tal caso, ne sarebbe anche felice. Sarebbe l’ennesimo fallimento d’una Nazione che, nonostante la sbandierata crescita del Pil, stenta a imboccare la strada della risalita. Meglio, quindi, stringersi tutti sotto quel tricolore e provare a spingere, con la nostra passione, gli azzurri ai Mondiali di Russia 2018. Sentendosi, orgogliosamente, “Fratelli d’Italia”.

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *