taccone avellino

È durato un’ora l’intervento di Walter Taccone, patron dell’Avellino che durante una conferenza stampa fiume ha ripercorso le ultime tappe che hanno interessato la società biancoverde. La sconfitta subita nel derby contro la Salernitana e il periodo negativo in cui è incappata la squadra di Novellino hanno reso incandescente l’ambiente in Irpinia, facendo finire tutti (proprietà, dirigenti, allenatore e calciatori) sotto accusa. Ma ad Avellino si è acceso anche il dibattito sulle vicende societarie e sul possibile ingresso di nuovi soci nel club. Taccone ha ribadito di non voler lasciare l’Avellino ma di essere pronto ad accogliere imprenditori disposti ad investire nel calcio in terra irpina. Una strada già seguita da Angelo Ferullo, nuovo socio di minoranza del club che, però, non ricoprirà la carica di amministratore unico. «Siamo la sesta squadra della Serie B per ingaggi con un monte stipendi di 7.4 milioni, le spese sono aumentate e non è vero quindi che non spendiamo più soldi», ha ribadito Taccone in conferenza stampa, gettando acqua sul fuoco sulla situazione debitoria del club. «Il nostro è un debito fisiologico di 5-6 milioni e certamente non è la cifra che ha prospettato Gubitosa (10 milioni, ndr)».

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