di SABATO ROMEO

Tre punti sì ma con qualche patema. Il Napoli ritorna a sorridere e lo fa battendo il Milan (2-1) in una gara dai due volti e con una sofferenza finale non indifferente. Perchè proprio quando Insigne e Zielinski sembravano aver messo la firma in calce sul successo, la girata di Romagnoli ha riaperto i conti nel recupero e titoli di coda di un match che chissà, ai punti, forse il Milan non meritava di perdere.

Match equilibrato

La partenza del Napoli è tonica ma grigia (come il colore della nuova maglia al debutto questa sera) dal punto di vista del gioco, merito anche di un Milan che senza paura prova a cucire manovre e trame offensive mostrando peró tante lacune difensive. Il Napoli studia, aspetta il momento e quando si accende inizia a far male: prima le conclusioni di Allan e Hamsik, poi l’invenzione di Jorginho che serve Insigne bravo a battere Donnarumma. L’assistente annulla ma il VAR fa giustizia regalando ai partenopei il vantaggio (il primo con il nuovo sistema video). Il Milan accusa il colpo, perde Suso ma resta fortunatamente in piedi all’intervallo anche con un pizzico di fortuna ma soprattutto grazie a Donnarumma, l’unico in grado di fermare uno scatenato Insigne.

Pressione rossonera

La ripresa parte con il gol divorato da Mertens che spaventa il Napoli e dá coraggio ad un Milan non pericoloso ma arrembante e coraggioso. Koulibaly è salvifico in due circostanze ma quando i rossoneri spingono con convinzione, Zielinski (subentrato ad Hamsik) premia l’assist illuminante di Mertens e brucia Donnarumma per il raddoppio che gela gli uomini di Montella. Il finale però, quasi scontato, si trasforma in un thrilling. Romagnoli sorprende Reina con una conclusione perfida da lontano, il Milan ci crede ma si deve arrendere al triplice fischio finale.

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