teatro delle arti

Si è tenuta lo scorso 11 novembre, al Teatro delle Arti, l’appuntamento con la rassegna “Cinema è teatro”, ideata e diretta da Claudio Tortora, direttore artistico del Teatro delle Arti e patron del Premio Charlot.

Cinema è teatro” consiste nell’analizzare lo spettacolo portato in scena con gli artisti stessi. L’11 novembre è stata la volta di Massimo Dapporto, celebre attore di cinema, teatro e televisione che al Teatro delle Arti ha portato in scena “Un Borghese piccolo piccolo”, adattamento teatrale di Fabrizio Coniglio tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami e reso immortale dall’omonimo film del 1977 di Mario Monicelli con Alberto Sordi protagonista. L’incontro, moderato da Gabriele Bojano, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, il quale ha anche condotto l’intervista con Massimo Dapporto, ha visto tra gli interventi il professore Alberto Granese, docente di Letteratura italiana all’Università degli studi di Salerno, Stefano Pignataro, presidente del Consiglio degli studenti Dipsum  (Gruppo Futura) e lo stesso Claudio Tortora.

Il professor Granese ha analizzato la critica di Cerami-Monicelli verso la Massoneria, mezzo attraverso la quale il modesto impegato Giovanni Vivaldi tenta di inserire il figlio nei ranghi nel Ministero in cui lui stesso è impiegato facendogli vincere il concorso

«Intrighi che lo stesso Pasolini – dichiara Granese – maestro di Cerami, denunciava nella serie di articoli pubblicati sul Corriere della Sera negli anni 1973-75 e raccolti in seguito nel volume Scritti corsari».

Stefano Pignataro, invece, ha fatto un’esegesi del film soffermandosi sulle differenze storiche e politiche tra Un borghese piccolo piccolo ed Una vita difficile, altro film girato da Sordi nel 1961 sotto la regia di Dino Risi.

«Sono due personaggi opposti – afferma Pignataro – ne La Vita difficile Sordi è acerrimo nemico del potere e rifiuta l’idea di scendere a compromessi pur di non tradire i suoi ideali che però gli fanno condurre una vita di stenti e grama, sia a lui che alla sua fidanzata, mentre ne il Borghese avviene l’esatto contrario».

Claudio Tortora, infine, si è detto «soddisfatto dell’iniziativa e ha ringraziato ancora una volta Massimo Dapporto per essere intervenuto, il quale , subito dopo le relazioni, ha deliziato il pubblico con aneddoti, racconti e curiosità legati alla sua variegata carriera».

Al termine degli interventi, l’esperto di cinema, Adolfo Gravagniuolo, ha introdotto la proiezione del film.

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