di SABATO ROMEO

Poco dinamico, meno esaltante ma estremamente concreto. Il Napoli strapazza lo Shakhtar e tiene in vita le speranze (poche) di qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. In una gara dai due volti, i partenopei vengono schiacciati dal gioco degli ospiti nel primo tempo prima di emergere grazie al talento di Insigne. La magia del 24 azzurro sveglia il Napoli che in due minuti chiude la pratica (Zielinski prima e Mertens poi) e sogna ancora di proseguire in Champions.

Il primo tempo é un dominio territoriale degli ucraini. Fred e Stepanenko sono guardiani attenti in mezzo al campo ma soprattutto piedi veloci per innescare Marlos e Bernardo che fanno dannare Hysaj e Maggio. E il Napoli? Sembra fiaccato nelle energie e nelle idee, succube del giro palla ucraino e senza forza negli sfoghi esterni per ripartire. Lo Shakhtar fiuta l’opportunità e manca con Taison la clamorosa chance del vantaggio. L’unico squillo partenopeo porta la firma di Insigne, fermato però da un Pyatov attento. E così a salvare il Napoli all’intervallo è un Reina reattivo e sicuro su Marlos e Fred.

La ripresa inizia con un Napoli più convinto e meno compassato ma soprattutto con un Insigne in più. Il numero 24 si accende e caccia dal cilindro una magia dalla sua mattonella preferita che fa secco Pyatov e fa esplodere il San Paolo. La reazione degli ucraini è rabbiosa. Marlos prepara il terreno a Fred che calcia ma trova Reina. Sarri decide di risparmiare Insigne (non al top) alzando Zielinski in attacco e la mossa è vincente. Il polacco prima si divora il raddoppio a porta vuota poi però sfrutta l’assist al bacio di Mertens e siglando il 2-0. Lo Shakhtar si sgretola ed è Mertens, dopo il miracolo di Pyatov su Albiol, a mettere dentro il tris che rianima il Napoli in Champions.

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