Di NICOLA LANZILLI

Nell’arco della sua esistenza ogni squadra può “vantare” di avere un avversario storicamente ostico. Qualcuno contro il quale, per motivi ignoti, non riesce mai ad avere la meglio. Insomma, la classica “bestia nera”. E anche la Salernitana ha la sua: il Cittadella. Almeno per quanto riguarda le sfide disputate al Piercesare Tombolato. In tutti gli scontri diretti giocati in Veneto, infatti, a gioire sono quasi sempre stati i padroni di casa. Negli ultimi 4 incroci sono stati ben 3 i successi del Cittadella, intervallati da un pareggio per 0 a 0 del 2008. Un anno fa fu una doppietta dell’ex Litteri a stendere la Salernitana, mentre nel più datato 2010 (annus horribilis per i granata culminato con l’ultimo posto in classifica) bastò un guizzo di Ardemagni, ora in forza all’Avellino, per abbattere il cavalluccio marino. Non andò meglio nel 2006 quando Colussi e Giacobbo rimontarono la rete di Princivalli costringendo la formazione campana ad uscire dal Tombolato con le ossa rotte. Il match più spettacolare fu senza dubbio quello del settembre 2001 al termine del quale la Salernitana targata Zeman strappò un pirotecnico pari per 4 a 4. Sfiorando addirittura il colpaccio essendo stata avanti per due volte: prima sul 2 a 1 e poi sul 4 a 3. Come tutte le regole, però, anche quella del Tombolato ha la sua eccezione. In un testa a testa di Coppa Italia del 2000 i ragazzi allenati da Francesco Oddo conquistarono l’unica vittoria: 1 a 0 il risultato finale. Il match winner di quella sfida fu David Di Michele, autore del gol partita siglato al 37esimo del primo tempo.

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