di SABATO ROMEO

Il deserto nella sera più importante. Ha fatto scalpore (e non poco) il San Paolo semi-vuoto nella serata europea decisiva per il cammino del Napoli. Un vuoto riempito da mille motivi e spiegazioni, chiaro messaggio della tifoseria partenopea alla società, in virtù dell’amore smisurato ed incondizionato verso squadra e soprattutto verso Sarri.

“Noi non scegliamo”

Il messaggio di dissenso verso i tanti “occasionali” è arrivato dalla curva B che, attraverso uno striscione polemico, ha riacceso la diatriba con il resto del “San Paolo”. Ma andando a fondo, i motivi restano tanti svariati: a partire dalla (fredda) serata infrasettimanale e dalla diretta tv in chiaro che ha convinto i tifosi a preferire il caldo della “poltrona” agli spalti tutt’altro che confortevoli dell’impianto di Fuorigrotta. La ragione principale però a fermare l’entusiasmo napoletano resta il costo alto dei tagliandi per i settori popolari che hanno bloccato anche i più accaniti tifosi. Il tour de force Milan-Shakhtar-Juventus unite dal costo di 35 euro per le curve e 60 per i distinti (rispettivamente 30 e 50 col Milan) hanno portato a scegliere: sì al campionato (i 36mila di sabato scorso ne sono la chiara dimostrazione), no ad una Champions con un Napoli in difficoltà. Troppi 65 euro in meno di tre giorni per prendere posto in curva, costo penalizzante soprattutto per chi dalla provincia affronta non poche spese per raggiungere il “San Paolo”. E i dati, non esaltanti, ottenuti già col Feyenoord dovevano far riflettere già qualche settimana fa. Il record negativo in Champions della storia azzurra resta un campanello d’allarme da non sottovalutare. Il Napoli corre ai ripari, ai tifosi la risposta.

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