taccone avellino

di SABATO ROMEO

Il presente, il futuro ma soprattutto il passato. Si respira aria tumultuosa in casa Avellino, alle prese con le querelle societarie e con la contestazione dei tifosi ancora in atto. Tanti i temi toccati nel faccia a faccia tifo-proprietà gli ultras sono ritornati sul tema derby, sfogando su Taccone la rabbia per quella clamorosa sconfitta del “Partenio” decisa dall’ormai celebre “Minala al 96‘”. I tifosi hanno attaccato il patron per le dichiarazioni prepartita che tanto hanno fatto storcere il naso l’intero ambiente irpino. “Prima del derby ho detto solo che volevo una gara fatta di sfottò che iniziassero al fischio d’inizio e finissero al 90’ – ha dichiarato Taccone -. Volevo che fosse un gioco e non una guerra come qualcuno vive questo derby. Se sono state mal interpretate le mie parole chiedo scusa ma il mio messaggio era tutt’altro”.

Il rapporto con Lotito

Tanti gli interventi, dalla delusione per un derby che resterà nella storia ai rapporti d’amicizia con Lotito nel mirino dei tifosi biancoverdi. “Non sono servile con Lotito – si è difeso il patron dell’Avellino – Io non lo sono con nessuno. L’unico che ha il coraggio di contrastare Lotito in assemblea sono io. Se dice cose giuste accordo il suo pensiero altrimenti boccio con forza le sue proposte. Eravamo uniti in assemblea contro il presidente dello Spezia e insieme abbiamo combattuto. Ora ci siamo ritrovati d’accordo su Balata. Facciamo gli interessi della Lega e soprattutto dei nostri club”. Infine il retroscena sul led che all’Arechi ripropone il gol di Minala: “Ho detto a Lotito di aver fatto un’esposto in Lega, lui mi ha risposto dicendo che la responsabilità è di Infront, società addetta al reclutamento della pubblicità per la squadra granata. Tutto questo però non mi ha convinto”.

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