di SABATO ROMEO

Prima lo stop, ora la speranza di riaverlo al più presto. Si appresta a riabbracciare Mattia Sprocati la Salernitana e lo fa nel momento di maggior bisogno. Perchè se i lampi di Rossi e Bocalon  erano serviti a celare l’assenza del numero 28 causa infortunio, il k.o. di Cittadella ha fatto riemergere non pochi dubbi sulla tenuta fisica e mentale di una squadra alla ricerca di guizzi ma sopratutto di brillantezza.

Fattore S

Ha dovuto mordere il freno Sprocati e lo ha fatto a fatica, anche quando lo staff medico ha consigliato a Bollini di rinunciare al suo asso per la trasferta di Cittadella. Il problema al polpaccio è ormai un triste ricordo, arrivato nel momento migliore sia della Salernitana che dell’ala ex Pro Vercelli. Con Sprocati in campo infatti, i granata hanno ottenuto tre dei quattro successi ottenuti in stagione, con l’esterno decisivo soprattutto lontano dall’Arechi. A Parma ed Avellino fu decisivo nelle rimonte finali, a Novara si travestì da match-winner nonostante il polpaccio dolorante. Con cinque gol è ancora il bomber della squadra granata in campionato (cinque anche gli assist stagionali) ma ciò che più conta non è l’aspetto meramente numerico. Il ritorno di Sprocati permette a Bollini di poter riabbracciare una delle frecce d’oro del suo arco, capace di ridare maggiore dinamicità e tecnica ad un reparto affondato al “Tombolato” con le due punte di peso. Un mese dopo Sprocati corre verso il recupero, per cancellare Cittadella e ritornare a volare.

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