di VITTORIO GALIGANI

La Salernitana involuta, irriconoscibile delle ultime settimane lascia perplessi. Non è più la squadra sbarazzina che rimontava e recuperava risultati. Gambe pesanti ed idee annebbiate. Subisce gol evitabilissimi. Fa di peggio quando una difesa distratta e mal posizionata deposita la sfera nella propria rete. Da sola. Una situazione che allarma anche il “magno” Claudio.

In alcuni sembra esaurita la verve iniziale. Le gambe sono diventate pesanti. Le tossine hanno aggredito i muscoli. Minala potrebbe rappresentare l’esempio più calzante. Non è più il trascinatore di alcune settimane addietro.

Bocalon fatica. Quella maglia gli risulta sempre troppo larga. Ritenevamo, a torto, che i gol messi a segno lo avessero sbloccato. E’ stato, invece, un semplice fuoco di paglia.

Nel giudizio generale fanno tutti allarmanti passi indietro. Vale per Mantovani come per Rizzo. Per Rossi come per Pucino. Signorelli più impalpabile di altri anche se tenta, inutilmente, di dare ordine alla manovra.

La Salernitana subisce, sempre, su situazioni a palla ferma. Difesa mal schierata, la postura di qualcuno, a turno, risulta inappropriata. L’autorete di Vitale a Brescia ne è la dimostrazione più lampante. Rimane sempre difficile presidiare la zona prospiciente il secondo palo. Ricordare al proposito la rete messa a segno recentemente dal cremonese Arini all’Arechi, ma di esempi se ne potrebbero portare anche altri.

La lunga serie di risultati positivi aveva sotterrato mugugni e malintesi. Incomprensioni/valutazioni di natura tecnico sportiva. La diversità di vedute tra Angelo Fabiani (il console) e l’area tecnica. Segnatamente con Alberto Bollini. I passi falsi del presente stanno riaccendendo la “crisi” nei rapporti. Nelle vedute. Nelle scelte tecniche. Il richiamo alla vicenda di Antonio Zito ed alla sua mancata convocazione nella gara di Brescia è inevitabile. Fabiani e Bollini interpellati nel merito si sono rimpallati la responsabilità della decisione. In un caso (Fabiani) si era trattato di una scelta tecnica nell’altro (Bollini) di una scelta societaria. Non è la prima volta che il tecnico,  che si fa forte di una dialettica sciolta e pimpante,  arriva a smentire, o cerca di farlo, la voce ufficiale del club.

Un malcontento sopito solo apparentemente, pericoloso, che cova sotto la “cenere” dei risultati. Anche il “magno” a inizio di stagione aveva più volte esternato il suo disappunto su alcune situazioni che riguardavano l’allenatore. Sul modulo di gioco e su alcune scelte di uomini mandati in campo. Il campionato di serie B è di una lunghezza infinita. Le incomprensioni potrebbero farla diventare esasperante. Il “console” Angelo, nei rapporti, usa indifferentemente la spada come il fioretto. Sa difendersi come un muro di gomma che respinge al mittente ogni attacco. Bollini è avvisato, si impegni. E’ importante per lui. Presidi quella zona sul secondo palo. Trovi i giusti rimedi. Prima che, quella terra di nessuno, diventi il suo tallone d’Achille.

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *