di NICOLA LANZILLI

La Salernitana riparte da Stefano Colantuono. L’era Bollini lascia spazio al nuovo corso dell’ex allenatore di Torino e Atalanta che dal match di Chiavari con l’Entella guiderà i granata. Il tecnico romano ha dimostrato nell’arco della sua carriera di essere un esperto in fatto di promozioni e qualificazioni play off, sogno mai nascosto dei tifosi del cavalluccio marino. Il sistema tattico preferito dal nuovo allenatore dell’ippocampo è il 4-4-2, ma negli anni si è sempre mostrato avvezzo ai cambiamenti. Utilizzando anche il 4-3-3 e il 4-2-3-1, con un fugace passaggio al 3-5-2 di Udine.
Da calciatore, Colantuono dopo il debutto con la maglia del Velletri ha toccato presto la serie A. Difensore centrale “vecchia maniera”, con la maglia del Pisa si è tolto la soddisfazione di vincere la Mitropa Cup, siglando anche una rete nella finale contro gli ungheresi del Debrecen. Due anni ad alti livelli ad Avellino, prima delle importanti esperienze con Maceratese e Sambenedettese. La sua carriera nel calcio a 11 virò improvvisamente per una stagione nel calcio a 5: Colantuono, con la maglia della Bnl Roma, si è tolto anche lo sfizio di vincere uno Scudetto.
La carriera da allenatore di Colantuono ha inizio a San Benedetto del Tronto quando nel marzo del 2002 Gaucci gli affida la panchina della Sambenedettese, in quel momento nei bassifondi della classifica. Nove vittorie in altrettante gare disputate e quinto posto raggiunto, ultimo valido per i play off di serie C2. Nei quali supera prima il Rimini e poi il Brescello conquistando la promozione in C1. L’anno successivo, in coppia con Matricciani, termina al quinto posto la sua esperienza in Puglia. Sempre con Matricciani al suo fianco e Gaucci alla presidenza inizia la sua prima avventura in serie B con il Catania.
Un nono posto che sa di record per Colantuono, capace di vincere 18 gare come nessuno nella storia degli etnei in cadetteria. Dodici mesi dopo alla guida del Perugia ottiene l’accesso ai play off di B, ma il sogno promozione si infrange in finale con il Torino. La massima serie per Colantuono, però, non resta un miraggio e nella stagione 2005/2006 diventa realtà quando vince il campionato di B con l’Atalanta, poi trascinata all’ottavo posto l’anno seguente proprio in serie A. Dopo due stagioni turbolente a Palermo, caratterizzate da due esoneri, nel 2009 torna in serie B al timone del Torino. Con i granata sfiora il ritorno in massima serie sfumato soltanto nella finale play off con il Brescia.
L’anno successivo ripercorre nuovamente la strada per Bergamo dove ottiene immediatamente il ritorno in serie A e una successiva salvezza miracolosa partendo dal -6 inflittoo alla Dea per l’inchiesta sul calcio scommmesse. Resta in Lombardia per altri 2 anni nei quali riesce sempre a centrare con ampio anticipo l’obiettivo salvezza, prima dell’esonero del marzo 2015. La seguente esperienza con l’Udinese è tutt’altro da ricordare essendo stato sollevato dall’incarico prima della fine del torneo. Nel novembre di un anno fa riceve la chiamata del Bari come sostituto di Roberto Stellone. Dopo aver fallito l’aggancio ai play off decide di comune accordo con la società di non portare avanti la collaborazione.
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