premio andrea fortunato

La parola d’ordine della nona edizione del “Premio Andrea Fortunato-Lo sport è vita” è stata “prevenzione”. Quella che, ormai da anni, predica la Fondazione Fioravante Polito, organizzatrice della manifestazione tenutasi ieri a Roma presso la Sala Giunta del Coni. Un messaggio sposato pienamente da Giovanni Malagò, numero uno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano che ha sottolineato l’importanza della prevenzione «perché ormai è scientificamente dimostrato che questa è la strada da seguire visto che al giorno d’oggi ci si può mettere in condizione di evitare che la malattia diventi definitiva».

Ma la “battaglia” della Fondazione Fioravante Polito di Santa Maria di Castellabate (presieduta da Davide Polito) punta anche a rendere obbligatoria l’adozione del Passaporto Ematico (intitolato ad Andrea Fortunato, Flavio Falzetti e Piermario Morosini). Un modo per rendere obbligatori anche i controlli ematici per gli atleti che devono ottenere l’idoneità sportiva.

Durante la manifestazione è stata presentata anche la seconda edizione del libro “Andrea Fortunato. Una stella cometa”, scritto da Roberto Guerriero e Jvan Sica.

Il premio ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’onorevole Gianni Letta e dei fratelli Simone e Filippo Inzaghi, allenatori di Lazio e Venezia. «Un bellissimo riconoscimento, un motivo di grande orgoglio – ha detto il più piccolo dei fratelli Inzaghi-. Ricevere un premio con mio fratello presente, poi, è ancora più emozionante». Super-Pippo, invece, ha ricordato come «la tragedia di Andrea Fortunato colpì tutto il mondo del calcio e il suo ricordo è ancora vivo in tutti noi, per questo sono felice e onorato di essere stato scelto per questo premio».

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