COLANTUONO SALERNITANA

C’è il direttore sportivo della Salernitana, Angelo Fabiani al fianco di Stefano Colantuono, nuovo allenatore granata che stamane ha diretto il primo allenamento. Al termine della seduta il dirigente del cavalluccio marino e l’ex allenatore dell’Atalanta si sono diretti allo stadio Arechi per la conferenza stampa di presentazione.

Cosi il ds Angelo Fabiani: «La scelta di esonerare Bollini, che ringrazio per il lavoro svolto, è stata mia e condivisa con i patron Lotito e Mezzaroma. Stefano Colantuono ha accettato di allenare la Salernitana senza porre alcuna condizione. Sono nel calcio da 28 anni e non era mai successo che un allenatore non pretendesse di portare il suo gruppo di lavoro. Lui mi ha solo chiesto se era possibile integrare il suo gruppo di lavoro ai professionisti che erano già nel nostro staff. Questo dà l’idea del valore dell’uomo Colantuono».

Colantuono sul “sì” con qualche giorno di ritardo: «Saluto con stima e amicizia Alberto Bollini e lo ringrazio per il lavoro svolto, ho trovato una squadra in diverse condizioni. Perché ho atteso qualche giorno? Lo scorso anno ero tornato in serie B, a Bari, volevo capire bene se anche quest’anno valeva la pena “scendere” nel campionato cadetto. Con Claudio Lotito ho un rapporto che va avanti da tempo. Ho conosciuto anche Marco Mezzaroma, un’altra persona di livello. La proprietà ha anche impegni con la Lazio dunque ci è voluto qualche giorno, ma ho accettato subito e con entusiasmo».
Poi sugli obiettivi: «Qual è il programma? Fare sempre il meglio possibile. Gli obiettivi vanno raggiunti, non sbandierati. Bisogna lavorare, avere grande compattezza e voglia di fare. Non abbattersi nelle difficoltà né esaltarsi quando le cose vanno bene. La serie B in passato l’ho fatta e ho avuto anche la fortuna di vincerla. Bisogna avere molto equilibrio. Tolte due-tre squadre, che per budget e rosa possano avere qualcosa in più delle altre, il campionato è molto incerto e livellato. Bisogna essere professionisti e professionali, massima dedizione alla causa, da quando si mangia un piatto di pasta in bianco al ristorante a quando siamo in campo. Tutto quello che possiamo portare a casa dobbiamo portarlo, senza precluderci nulla».
Ma la Salernitana è attrezzata per i playoff?: «Lo scoprirò strada facendo. Per ora è fuori dai playoff, fino a qualche settimana fa era dentro. Chi è che, classifica alla mano, in questo campionato non fa un pensiero alla qualificazione per gli spareggi promozione?».

Rinforzi e piazza: «Non ho fatto alcuna richiesta per gennaio. Il campionato per come è strutturato deve darti ambizione. Io mi sento sempre responsabilizzato: per me Salerno è il Real Madrid. Non avevo bisogno d’un contrattino da strappare. Sono venuto qui per il prestigio d’una piazza calda e blasonata, dov’è bello giocare con quella Curva che dovremmo essere bravi noi a portarci da un’altra parte».

Sul modulo: «Rosina? L’ho avuto per qualche tempo a Torino, è un elemento di grandissima qualità che può giocare dietro le punte, dietro una punta. Tutti i giocatori che fanno parte della squadra, se non verranno a dire di voler cambiare aria, saranno utilizzabili. Con il sistema di gioco ho delle idee ma spesso l’ho cambiato: ho giocato con il 4-4-2, il 3-5-2, il 4-3-3. Non sono un integralista. Mi fido molto delle sensazioni che mi danno i giocatori».

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