fabiani colantuono

di SABATO ROMEO

Giornata di presentazioni ma anche di retroscena. Angelo Fabiani ha precisato: “Ho esonerato io Bollini con l’avallo di Lotito e Mezzaroma. L’ho fatto perchè sono il garante dell’azienda. Ho ritenuto fosse necessario“. Il telegramma del ds della Salernitana prima della conferenza stampa di Stefano Colantuono riapre dunque il caso intorno al sollevamento dall’incarico di allenatore di Alberto Bollini. Una scelta arrivata sabato pomeriggio ma paventata già qualche settimana prima.

La rottura

L’andamento lento iniziale, poi le rimonte fino all’impresa di Avellino. Il rapporto Bollini-Salernitana è stato un’altalena di sensazioni, giudizi, pensieri. Prima negative, poi positive ma crollate nuovamente dopo il doppio tonfo esterno di Brescia e Cittadella, acuite dal “caso” Zito. Titoli di coda di una storia arrivata alla parola “fine” solo dopo il pari interno con il Perugia. Un malcontento che avrebbe influito e non poco sull’umore e sulla tranquillità dell’ex tecnico della Salernitana, arrabbiato per le “tante” punzecchiature arrivate direttamente dai piani alti della società. Quel “noi” trasformatosi più volte in “io”, le promesse di scendere in campo e prendere personalmente in mano le redini della squadra firmate Claudio Lotito avrebbero fatto perdere peso e terreno in seno alla società. Da qui la scelta di svoltare, di dare una virata ad un andamento trasformatosi in lento, lentissimo per i sogni playoff, provandolo a riaddrizzare prima che fosse troppo tardi. Paura e malcontento: la Salernitana prova a dimenticare Alberto Bollini e a ripartire da Stefano Colantuono.

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