di NICOLA LANZILLI

Specialità della casa. La sua storia parla chiaro, Stefano Colantuono all’esordio non stecca (quasi) mai, e oggi, da neo tecnico della Salernitana tenterà di avvalorare questa tesi. Sperando di non fare della trasferta di Chiavari l’eccezione che conferma la regola. Il tecnico romano in 16 anni di attività ha allenato 8 club, collezionando un bottino di ben 6 vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle gare d’esordio disputate.

La striscia positiva ha origine nel marzo del 2002 quando gli venne affidata la panchina della Sambenedettese. In quell’occasione la vittoria sul campo dell’Imolese fu il primo di 9 successi su altrettanti match che spianarono la strada dei play off ai marchigiani. Promossi in C1 al termine della stagione. Alla presidenza del club rossoblu vi era Luciano Gaucci, il quale decise di portare Colantuono con sé anche a Catania e Perugia. Scelta più che mai azzeccata considerati gli ottimi risultati raggiunti (nono posto in B con i siciliani e finale play off con gli umbri). Sulla panchina degli etnei l’esordio vincente si concretizzò a Venezia con un secco 0 a 3, mentre alla prima con il grifone la vittoria arrivò al Curi contro il Crotone per 2 a 1.

Anche nel 2005, quando iniziò l’avventura alla guida dell’Atalanta, l’attuale trainer del cavalluccio marino ha sorriso all’esordio. Sbancando il Manuzzi di Cesena con un netto 2 a 0. L’unico ko si verificò a Palermo, annata nella quale perse la prima partita di campionato tra le mura amiche contro la Roma. Colantuono, però, seppe rifarsi due anni più tardi a Torino. Perentorio 0 a 3 inflitto al Grosseto e striscia di successi che riprende il proprio corso. Per poi proseguire quando, ritornato a Bergamo, espugna 3 a 0 il Menti di Vicenza agli albori della sua seconda vita in nerazzurro. L’esordio vincente più prestigioso resta senza dubbio quello con l’Udinese, nel quale riuscì a fare bottino pieno allo Juventus Stadium grazie alla rete di Cyril Thereau. L’1 a 1 di un anno fa con lo Spezia quando sedeva sulla panchina del Bari è stato soltanto il secondo passo falso della carriera del trainer romano, speranzoso di poter riprendere il cammino trionfale al Comunale di Chiavari.

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