Tornata in serie cadetta dopo ben 19 anni d’assenza, la tifoseria del Foggia sta seguendo con calore e passione il cammino dei satanelli sia nelle partite in casa che in quelle esterne. Malgrado una classifica alquanto deficitaria, che vede gli uomini di Stroppa in piena zona play-out, il tifo rossonero ha fatto parlare di sé in questa prima parte di stagione, con numeri d’altri tempi ed esodi di massa anche nelle trasferte più lontane.

Gli oltre mille foggiani sistemati nel settore ospiti del “Rigamonti” di Brescia, i 1500 sparsi in tutto lo stadio di Vercelli e i 2mila del “Manuzzi” contro il Cesena, fanno ben capire l’entusiasmo che ha accompagnato il team rossonero in questa annata. In molte gare esterne, i dauni hanno potuto contare sul sostegno di entrambe le curve che abitualmente occupano i gradoni dello “Zaccheria”. Agli ultras della Curva Sud, che già viaggiavano lo scorso anno in virtù della sottoscrizione della Tessera del Tifoso, quest’anno si sono aggiunti anche quelli della Curva Nord Franco Mancini. Quest’ultimi, infatti, pur restando fedeli alla “linea dura” d’avversione alla Card e all’articolo 9, hanno sfruttato l’apertura dei vertici del calcio che col Protocollo siglato a Roma prima dell’inizio della nuova stagione hanno riportato “in viaggio” molti gruppi ultras italiani.
Nelle trasferte che quest’anno hanno visto impegnati i rossoneri, spiccavano gli striscioni delle due curve, posizionati uno di fianco all’altro, con l’intento di fare esclusivamente il bene del Foggia, azzerando qualunque divisione interna o diversità di vedute.

Nella scorsa annata, culminata con la promozione in serie B dei rossoneri, gli ultras della Curva Sud Foggia avevano accompagnato per tutta la stagione i ragazzi di Stroppa, mentre quelli della Curva Nord, coerentemente con la propria linea, avevano disertato le gare esterne, assicurando il proprio sostegno soltanto dai gradoni dell’impianto sportivo dauno. Ai gruppi storici della Nord (Vecchio Regime, Candelaro 1968 e Ultras 1980), lo scorso anno si aggiunse anche un’altra sigla, quella degli Indomabili 1990, che fino a due anni fa occupavano invece la curva opposta. Gli ultras rossoneri col simbolo del bulldog decisero di traslocare in Nord dopo la scelta degli altri gruppi di aderire alla Card: la differente mentalità su alcuni aspetti del mondo del tifo e la non condivisione della scelta presa dalle altre anime della Sud, portarono gli Indomabili a cambiare settore. Con un comunicato ufficiale diffuso sul web e agli organi di stampa nell’estate del 2016, il gruppo pugliese motivò la propria decisione, non rinnegando il passato ma aprendo ad un nuovo futuro con i “colleghi” di fede rossonera della curva intitolata all’indimenticato portiere del Foggia di Zeman.
Come detto, però, quest’anno le diatribe interne sono state messe da parte, almeno nelle gare lontano dalle mura amiche e “libere” per tutti, dove per il bene della squadra rossonera le varie anime del tifo foggiano si sono compattate. Dietro i drappi delle due curve, infatti, i supporters pugliesi hanno fatto sentire forte la propria (unica) voce, quasi invertendo il fattore campo in diversi match. Il roboante successo di Vercelli, con un intero stadio colorato di rossonero, è stata la dimostrazione di quanto possa essere importante avere al seguito una tifoseria così passionale e numerosa, specie in campi dove la piazza di casa è abbastanza “fredda” e silenziosa. In vista del sentito match di giovedì sera contro i rivali della Salernitana, gli ultras rossoneri sanno che li attenderà un clima incandescente, quasi come quello del derby disputato un mese fa al “San Nicola” contro il Bari. Servirà dunque una prestazione importante, in campo e sugli spalti, per provare a non sfigurare nello stadio col nome da principe.

Fonte foto: LaPresse

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *