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«Gli scafatesi, nel 2016, hanno speso 50 milioni di euro per giocare d’azzardo. È qualcosa di aberrante ed ecco perché adesso deve arrivare subito la risposta dello Stato. Voglio ribadire un concetto: la legalità non si attua solo attraverso operazioni di repressione, ma c’è bisogno di promuovere una nuova cultura. Ecco perché mi auguro che la Commissione straordinaria, proprio alla vigilia del Santo Natale, possa attuare il documento, che negli ultimi mesi della passata Amministrazione abbiamo votato e approvato in Consiglio comunale. Sarebbe un gesto importante, oltre alla costituzione di un centro d’ascolto anti-ludopatia da allestire all’interno della biblioteca comunale». Questo l’appello che Angelo Matrone ha rivolto alla triade commissariale per combattere il fenomeno della ludopatia sul territorio comunale di Scafati, dopo i dati sconvolgenti sul denaro speso dai cittadini per scommettere su eventi sportivi e non solo. «La legalità, come ripeto da mesi, va ripristinata anche fuori Palazzo Mayer, stroncando sul nascere situazioni che poi portano a discorsi più grandi legati alla criminalità organizzata. Vanno tutelate le famiglie in difficoltà economiche e i nostri ragazzi», ha detto Matrone. «Dopo gli ultimi controlli della Finanza avvenuti nei mesi scorsi, con minorenni trovati a scommettere in alcune sale della città, l’attenzione va tenuta sempre alta. Tempo fa, infatti, ai Commissari avevo chiesto di creare un “mini nucleo” della Polizia municipale in borghese da destinare alla verifica capillare e al controllo di queste attività. Mi auguro che con il nuovo comandante questo accada, visto i segnali già incoraggianti in questo senso che si sono avuti nelle ultime settimane. Ma serve anche qualcosa in più. Quel regolamento votato dall’intero Consiglio comunale va attuato immediatamente evitando così che nuove famiglie vengano distrutte dalla piaga del gioco d’azzardo».

Per Matrone, dunque, bisogna pensare ancora alle strutture presenti nei cosiddetti luoghi sensibili, come le scuole e le parrocchie. «Non bisogna generalizzare, ma bisogna essere sinceri: c’è chi gestisce le sale nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti, ma purtroppo tanti non lo fanno. Ecco perché ora credo che i tempi siano maturi. Oltre ai controlli delle forze dell’ordine serve una cultura nuova, che solo la Commissione può avviare. Il futuro dei giovani e delle famiglie scafatesi viene prima di tutto. Il fenomeno della ludopatia non va sottovalutato».

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