delusione Salernitana

di STEFANO MASUCCI

L’Arechi non è più fortino. La Salernitana chiude il girone d’andata tra le mura amiche con soli 13 punti in 10 gare giocate, perdendo anche l’imbattibilità nel proprio stadio. Esiguo bottino frutto di appena due vittorie, ben sette pareggi e un ko, quello rimediato ieri contro il Foggia di Giovanni Stroppa, che torna da Salerno con tre punti pesanti ma piuttosto fortunati. La vittoria interna, però, manca da tanto, troppo tempo alla Salernitana. Esattamente dal 28 ottobre, quando la squadra all’epoca guidata da Alberto Bollini riuscì a rimontare l’Empoli di Vincenzo Vivarini, anche lui ormai ex tecnico dei toscani.

Il rendimento fatto registrare da Bocalon e compagni nel proprio catino è peraltro il peggiore dell’era Lotito-Mezzaroma nei tre campionati di serie B disputati. Nella scorsa stagione, la coppia Sannino-Bollini riuscì a conquistare 16 punti, frutto di quattro vittorie e quattro pareggi prima del giro di boa. Anche Vincenzo Torrente, nella prima parte della stagione 2015/2106 riuscì a fare meglio all’Arechi, portando in dote 14 punti grazie a quattro vittorie e due pareggi, prima dell’esonero con il conseguente ritorno di Leonardo Menichini. Numeri che confermano di quanto sia necessaria un’inversione di tendenza: se la Salernitana vuole rilanciare le proprie ambizioni di alta classifica, dopo il giro di boa l’Arechi deve tornare il fortino di un tempo.

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