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di STEFANO MASUCCI

Sana voglia di vendetta. Si affiderà anche alla voglia di rivincita la Salernitana di Stefano Colantuono, che giovedì pomeriggio ritroverà la Favorita e quel Palermo “suo” per due “parti” di stagione a cavallo tra il 2007/2008 e il 2008/2009. Dopo aver portato prima l’Atalanta in Serie A, e collezionato poi un ottavo posto da neopromosso, il tecnico di Anzio viene scelto dal presidente rosanero Maurizio Zamparini, che decide di affidargli la sua creatura. L’esperienza in terra siciliana, però, non sarà delle migliori. Prima l’esonero a novembre nella prima stagione, con Guidolin che subentrerà a Colantuono senza tuttavia riuscire a invertire la rotta.

Il vulcanico patron, dopo qualche mese, non esiterà a tornare su suoi passi, richiamando il trainer laziale in panchina, che collezionerà alcuni buoni risultati, su tutti la vittoria per 3-2 sulla Juventus. Solo avvisaglie però, perché nonostante la fiducia rinnovata per la stagione successiva, a Colantuono risulterà fatale l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il modesto Ravenna per materializzare il secondo esonero in pochi mesi, di fatto formalizzato dopo il ko all’esordio in campionato contro l’Udinese.

Colantuono, collezionerà così solamente 25 panchine a Palermo, (8 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte il suo bottino), togliendosi però anche il grande sfizio di esordire in Europa League e di allenare campioni del calibro di Edinson Cavani e Fabrizio Miccoli. Nemmeno Colantuono, però, riuscì a invertire la fama del patron “mangia allenatori”, e al ritorno alla Favorita con la Salernitana, sogna la classica vendetta dell’ex. Sarebbe il miglior modo per chiudere l’anno e ripartire dopo la sonora sconfitta con il Foggia.

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