di STEFANO MASUCCI

Per comprendere appieno il valore della gavetta, chiedere anche a Bruno Tedino. Il tecnico del Palermo, all’esordio assoluto su una panchina di Serie B, è a caccia della fuga in campionato con i rosanero, che sta guidando brillantemente al primo posto in classifica. Non senza perplessità nei suoi confronti, il trainer nato a Treviso e scelto personalmente da Zamparini dopo le due ottime stagioni alla guida del Pordenone, sta stupendo tutti, anche quelli che giornata dopo giornata si chiedevano chi fosse il tecnico di una delle formazioni maggiormente accreditate alla vittoria del torneo cadetto. Basso profilo, e tanto lavoro, questa la ricetta di Tedino, che giovedì affronterà la Salernitana per tentare l’allungo sul Frosinone.

Il suo Palermo è la squadra meno battuta della Serie B (solo due ko, proprio come i ciociari), e quella meno perforata dagli attacchi avversari (17 le reti al passivo, miglior difesa in concomitanza con il Parma). Ma la storia di Tedino, 53 anni, parte da molto lontano, dai campetti polverosi della Serie D, assaporati per oltre 5 stagioni a Jesolo, insieme a tanta Lega Pro, alla guida di Pistoiese, Sangiovannese e Pordenone, quest’ultimi guidati per due anni consecutivi ai playoff. Nel mezzo anche un’esperienza da tecnico federale, (biennio 2013-2015) alla guida, su decisione della Figc, delle Nazionali italiane Under 16 e Under 17, prima del ritorno ai ramarri e della folgorazione di Maurizio Zamparini, che gli ha dato fiducia chiedendogli espressamente di replicare il bel gioco messo in mostra in Friuli. Oltre a quello stanno arrivando anche i risultati, e l’uomo-rivelazione del torneo cadetto vuol continuare a sognare nuove vette mai sperate prima.

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