Delusi e infreddoliti, eppure mai domi. Anche nel “deserto” dello stadio Renzo Barbera di Palermo, gli ultras granata hanno fatto sentire la propria voce e la propria vicinanza alla squadra di Stefano Colantuono, che non ha però ripagato gli sforzi e l’attaccamento della propria gente. Giunti in oltre 200 unità per sostenere la Salernitana, i supporters del cavalluccio marino hanno dovuto ingoiare l’ennesimo boccone amaro della stagione, assistendo ad un’altra sconfitta per 3-0 dopo quella subita la scorsa settimana tra le mura amiche contro il Foggia.

Entrati nel settore ospiti dell’impianto sportivo siculo con qualche secondo di ritardo rispetto al fischio d’inizio del match, i supporters salernitani sono stati accolti da cori poco ospitali dalle diverse fazioni del pubblico di casa: la frammentata tifoseria rosanero, infatti, ha riservato un’accoglienza ostile agli ultras di fede granata, quasi a voler “rinnovare” una rivalità che mancava da diversi anni, a causa delle differenti categorie nelle quali hanno militato le due squadre. “Finchè vivrò, odierò Bari e Salerno“, hanno intonato gli ultras siciliani, legati da un rapporto fraterno con la tifoseria leccese, acerrima rivale dei biancorossi pugliesi nonché della torcida granata.
Sistemati dietro i drappi dei gruppi della Curva Sud Siberiano, gli ultras della Salernitana hanno incitato senza sosta i propri colori anche dopo il primo gol siglato in contropiede dai padroni di casa.
Pure nel secondo tempo, nonostante l’inferiorità numerica in campo e la poca brillantezza sotto porta della squadra di Colantuono, i supporters dell’ippocampo non hanno mollato: “Affrontando qualunque battaglia, onoriamo la nostra città, contro chi disonora la maglia non avremo nessuna pietà“, s’è alzato forte dallo spicchio di settore dell’ex La Favorita occupato dagli ultras ospiti. Cori d’appartenenza e di fierezza, al di là del risultato maturato sul campo. Anche poco prima del terzo gol rosanero che ha poi definitivamente chiuso i giochi, gli ultras granata hanno fatto sentire la propria voce, continuando ad incitare la propria squadra sulle note di Despacito: “Salernitana tu la mia pazzia che non posso fermar, ora dopo ora mi fai innamorar, resto accanto a te per la mia vita intera“, quasi a voler far capire alla squadra, protagonista d’una prestazione generosa ma non convincente sul rettangolo verde, che la maglia granata è una vera e propria malattia e viene prima di tutto, anche quando l’orario e la data della partita sembrano proibitivi ed il risultato non sorride alla Salernitana.
Al triplice fischio, dopo il secondo ko consecutivo in pochi giorni, gli unici a non perdere sono stati ancora una volta gli ultras della Salernitana.

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