bitetto cavese

di FILIPPO NOTARI

Gli dici Rino Santin e la mente di Leonardo Bitetto vola subito a quella magica stagione ‘82-’83. L’allenatore della Cavese aveva 23 anni ma seppe ritagliarsi un ruolo importante in quella squadra che guidata dal tecnico nativo di Rovigno sfiorò, a suon d’imprese, una storica promozione in serie A. Nomi che sotto i portici riecheggiano ancora e che fanno parte del mito della “Real Cavese”. Una parte di quel mito, da oggi, è diventata leggenda con la scomparsa del “condottiero” Santin (clicca qui per leggere l’articolo). «Qui a Cava de’ Tirreni ricorderanno il mister soprattutto per quello che ha lasciato con memorabili e storiche vittorie conquistate in un campionato speciale a cui ho avuto l’onore di prender parte», ricorda Bitetto, tornato a Cava 34 anni dopo l’impresa centrata San Siro con la vittoria sul Milan. «Ho un ricordo indelebile degli anni trascorsi da calciatore a Cava de’ Tirreni, ed è per questo che sono voluto tornare da allenatore», prosegue il trainer blufoncé, riavvolgendo il nastro dei ricordi e rivolgendo un pensiero al compianto Rino Santin. «Per me, oltre alle vittorie – prosegue Bitetto – resta il ricordo d’aver trascorso un periodo della mia vita con una persona speciale, perbene, sempre molto garbata, dalla grande onestà intellettuale. Un galantuomo».

Un grande uomo, capace di scrivere per sempre il suo nome nella storia del calcio metelliano. «Come allenatore era molto intransigente», ricorda Bitetto che fu allenato da Santin in quello storico campionato ’82-’82. «Ma al di là di quel che è stato dal punto di vista tecnico-tattico, da lui ho appreso il suo modo di porsi sempre come esempio di onestà, integrità morale e di persona perbene».

Un legame forte, che nemmeno il trascorrere del tempo era riuscito a intaccare. «Appena aveva saputo che ero venuto ad allenare a Cava, mi venne a trovare – racconta Bitetto -. Venne un sabato mattina all’allenamento e, poi, è tornato anche a Pregiato. La sua visita mi fece molto piacere perché lui voleva mostrare ancor di più l’affetto verso quelli che erano stati i suoi allievi». Un “maestro” che da oggi seguirà le sorti della “sua” Cavese da posizione privilegiata. E a cui la squadra guidata da Bitetto spera di riuscire a regalare una grande gioia. «Noi ci stiamo lavorando – conclude l’allenatore della Cavese -. E questo può essere un motivo in più per riuscirci».

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