di VITTORIO GALIGANI

Una Salernitana non da primato, ma nemmeno da classifica anonima come quella attuale. Un andazzo, quello del presente, che certamente non soddisfa il “magno”. Il cambio tra Bollini e Colantuono la dice lunga sui reali desiderata  della proprietà granata. Quantomeno l’approdo in zona play off. Un obbiettivo del quale si sarà argomentato preliminarmente con il nuovo tecnico. Una disamina indispensabile prima di arrivare alla decisione di affidargli la squadra. Colantuono deve aver offerto a Lotito ed al suo “console” Fabiani credenziali notevoli sulla possibilità di ottenere quel risultato.

Salerno non è “piazza” che si accontenta. Nessun allenatore è talmente sprovveduto da non saperlo/comprenderlo. Lo sa bene anche Colantuono. Un manager pragmatico come Lotito mai sarebbe ricorso all’avvicendamento in “corsa”  se non avesse intravisto la possibilità di giocarsi la promozione. Tanto meno avrebbe inserito quella clausola, sulla serie A, nel contratto dell’allenatore romano.

Avevamo scritto che il tecnico avrebbe avuto a disposizione il periodo della sosta invernale per rimodulare la tattica adattandola alla squadra. Le ultime gare del girone d’andata (risultati a parte) debbono  necessariamente aver fornito a Colantuono le indispensabili indicazioni. La rosa va sfoltita. Un imperativo sul quale sta già lavorando il “console” Angelo Fabiani. Tanti, troppi, i calciatori. Un sovrannumero notevole anche per un campionato infinito come quello della serie B. Obbiettivo primario le cessioni, pertanto, poi ci si potrà dedicare al mercato in entrata.

Della Rocca, Rodriguez, Rizzo sono tra i più gettonati per cambiare casacca. Allo studio la posizione di Rosina. La finestra di mercato invernale riserva sorprese inaspettate. Zito potrebbe andare a giocare con maggior frequenza. Con una difesa schierata a tre serviranno giocatori con determinate caratteristiche. Diverso se la retroguardia giocherà a quattro. Bocalon ha alternato, le sue polveri sono risultate spesso bagnate. La freschezza e la determinazione di Alessandro Rossi si sono fatte apprezzare. Sarebbe comunque utile un “bomber” più prolifico. L’uscita di “Alejandro” favorirà l’arrivo di Palombi.

Nel merito della classifica un paragone appropriato. Che calza a pennello.  La differenza tra Bari e Salernitana è racchiusa nella capacità realizzativa di Galano e nella prestazione decisionale dello stagionato Brienza (utilizzato con il contagocce, ma estremamente concreto quando chiamato in causa). Ai granata manca l’attaccante da doppia cifra, appunto e la qualità di Rosina (uno che in altre piazze ha fatto differenza). Per il resto la squadra si è dimostrata competitiva in ogni reparto. Sul “metronomo” di centrocampo, che probabilmente occorre, Fabiani potrebbe superarsi ed indovinare la mossa vincente entro fine gennaio. Su quel detto che gli attaccanti vincono le partire, ma le difese i campionati Colantuono potrebbe impostare la politica tecnica del girone di ritorno. Mancano 21 partite, una infinità. Può/deve accadere ancora di tutto. La primavera, i primi caldi di stagione e la roulette russa dei play off risulteranno decisivi per quel terzo posto che da l’accesso alla massima categoria. Palermo e Frosinone, sulla carta, appaiono favorite ed irraggiungibili.

Chiosa finale con una breve considerazione. Ove Lotito e Mezzaroma avessero avuto nelle intenzioni, quella di tirare a campare, non avrebbero esonerato Bollini. Poteva andar bene così. Colantuono è stato assunto per conferire quel “quid” in più al gioco, alla qualità ed ai risultati. Alla tenacia ed al mordente. Come si dice dalle nostre parti: uomo avvisato mezzo salvato. Pertanto rimane solo da rimboccarsi le maniche. E pedalare!

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