stefano colantuono salernitana

Giro di boa a quota 26. La Salernitana ha chiuso il proprio girone d’andata con due punti in più rispetto allo scorso anno, lieve miglioramento nonostante le due sconfitte consecutive che hanno archiviato l’anno solare con un po’ di legittimo malumore. La banda Colantuono, fino a qualche settimana fa nelle mani di Alberto Bollini, viaggia in proiezione a 52 punti, bottino minimo per una salvezza da conquistare senza particolari patemi d’animo. Questo era a inizio anno l’obiettivo della società, resta da capire se con l’arrivo di Stefano Colantuono in panchina la società non si aspetti qualcosa di più. Per i playoff, però, servirà un’accelerazione, proprio come avvenuto nel girone di ritorno dello scorso campionato, quando Coda e compagni riuscirono a conquistare ben 30 punti, cullando per diverse settimane, senza tuttavia coronarlo, il sogno playoff, distante 6 punti.

Nel girone d’andata, invece, la formazione granata riuscì a conquistare “solamente” 24 punti, frutto delle 5 vittorie e dei 9 pareggi maturati prima della sosta invernale. Sosta durante la quale la società regalò al neo-arrivato Bollini calciatori di spessore come Sprocati, Minala, (questi ultimi due ancora protagonisti all’ombra dell’Arechi), Gomis e Bittante, capaci di innalzare il livello medio e di conseguenza le ambizioni della squadra. Speranza cui si affida anche Stefano Colantuono, consapevole che il suo ingaggio è la traduzione dell’aspirazione societaria di provare a raggiungere obiettivi più nobili per l’ippocampo. Serve però l’impennata, per provare a colmare il gap di 4 punti dalla zona playoff, distanza tutt’altro che incolmabile. Tanto sarà deciso anche in sede di calciomercato, dove se la dirigenza granata riuscirà ad accontentare i desideri del tecnico, allora gli spareggi promozione non saranno solo un sogno da cullare per qualche settimana, ma reale obiettivo della Salernitana.

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