Furono confiscati alla criminalità organizzata. Ora, due capannoni siti nella zona industriale di Salerno sono stati “riconsegnati” allo Stato. E diventeranno, a breve, sede degli Archivi storici del Tribunale.

«Un momento di grande legalità. Vuol dire che la giustizia funziona», ha detto il presidente della Corte d’Appello di Salerno, Iside Russo. Erano presenti alla cerimonia – tra gli altri – il procuratore generale Leonida Primicerio; il presidente del Tribunale salernitano Giovanni Pentagallo; il procuratore della Repubblica, Corrado Lembo; il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Eduardo Maggini; il responsabile per Salerno, Luca Franzese; Ernesto Allocca dell’Agenzia per i beni confiscati; il presidente di Confindustria salernitana e della Camera di Commercio, Andrea Prete; il prefetto Salvatore Malfi. Proprio quest’ultimo, rappresentante di Governo sul territorio, ha parlato di «un importante segnale per l’intera collettività: la consegna allo Stato di beni sequestrati alla criminalità è la dimostrazione dell’esistenza di una magistratura operativa ed efficace, la lotta alla mafia si fa anche attraverso segnali culturali».

Lo spazio, di circa mille metri quadrati, in via Mecio Gracco, permetterà un risparmio di circa 100mila euro all’anno per il fitto dei locali (in via delle Risaie) dove attualmente si trova parte dell’Archivio. L’obiettivo, però, adesso è non fermarsi. A Salerno e provincia sono infatti 303 i beni confiscati: oltre che nella città capoluogo, dunque, l’attenzione si concentrerà su Battipaglia, Eboli, Nocera Inferiore, Scafati, Angri, Sarno, ma anche Agropoli, Capaccio e diversi altri comuni del salernitano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *