lotito saluto

Il calcio italiano si spacca. Ancora una volta. E lo fa nella sua massima espressione, chiamata a scegliere il nome dell’uomo a cui affidare la ricostruzione dopo il fallimento provocato dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali e il terremoto che ha colpito la governance del pallone. Il punto di rottura si chiama Claudio Lotito: il patron di Lazio e Salernitana, infatti, ha scompaginato le carte al termine della giornata in cui la Lega di serie A era chiamata a scegliere il suo candidato per la Federcalcio. Alla fine degli incontri fiume, cominciati questa mattina con la discesa in campo di Cosimo Sibilia (clicca qui per i dettagli) che ha affiancato le candidature di Damiano Tommasi (Assocalciatori) e Gabriele Gravina (Lega Pro), Lotito ha sottolineato di avere il sostegno alla sua “investitura” a numero uno della Figc da parte dei colleghi di 11 club di massima serie.

Il multipatron di Lazio e Salernitana ha tempo fino a domenica per depositare la candidatura, poi potrà cominciare la ricerca di consensi fuori dalla serie A (12% del peso elettorale). In Lega B difficilmente troverà l’appoggio di tutti i 22 club (5% dei voti), visti i duri scontri degli ultimi mesi, in cui da patron della Salernitana ha pure pensato di “prendersi” la poltrona del “palazzo della cadetteria”, mentre la Lnd, la componente più forte (vale il 34% dei voti) è schierata tutta al fianco di Sibilia e domani ci sarà l’investitura ufficiale alla candidatura del senatore avellinese da parte dell’assemblea dei Dilettanti. Dunque, al momento, la Federcalcio ha tre candidati e una serie A spaccata su Lotito: torna il rischio commissariamento.

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