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Gli uffici di via Allegri sono rimasti in allerta fino all’ultimo secondo utile per presentare la candidatura alla presidenza della Figc. Ma, alla fine, Claudio Lotito ha deciso di fare dietrofront. «Non mi candido», ha tuonato il patron di Lazio e Salernitana nella tarda serata di ieri, mettendo fine a una telenovela che ha tenuto in bilico per tutta la giornata il calcio italiano. L’imprenditore laziale, forte del sostegno della Lega di A e della Lega di B, ha valutato a lungo l’ipotesi di una discesa in campo. Ma alla fine ha scelto di proseguire la sua esperienza alla guida dei due club. L’impressione è che il multi-patron abbia comunque le carte in regola per rivelarsi ago della bilancia negli equilibri che porteranno all’elezione del nuovo presidente della Figc. In tanti, infatti, ritengono che le ultime mosse realizzate da Lotito possano far parte di una strategia volta ad aumentare la posta in palio in vista delle cariche da assegnare nella nuova governance del calcio.

Una sfida che vedrà in campo Damiano Tommasi (Assocalciatori), Gabriele Gravina (Lega Pro) e Cosimo Sibilia (Lnd). Quest’ultimo, forte del 34% dei voti garantitogli dalla sua componente, sembra partire in pole position. Ma la partita in programma tra quindi giorni si preannuncia quanto mai aperta.

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