di DARIO CIOFFI

«Il caffè a 50 centesimi! Venite, guaju’, offro io…». Francesco ha 18 anni, s’è svegliato all’alba perché viene dall’entroterra del Cilento e la prima cosa che “scopre” dell’Università di Salerno, dopo esser sceso dal pullman, è il bar low cost. Con l’innocente e però fiera spavalderia di chi porta i “gradi” del rappresentante d’istituto della sua scuola invita i compagni di classe al bancone. Ci tornerà spesso lì, tra qualche mese, per sfidare la levataccia prima del corso delle otto e mezzo del mattino, per scandire l’attesa, per consumare la tensione d’un esame (ché, si sa, star senza caffeina in certi momenti “rende nervosi”) o semplicemente per conoscere nuovi colleghi, che magari diventeranno suoi amici per sempre percorrendo assieme quel pezzo di strada che segna la vita, e che non si dimentica mai.

È uno spaccato, il meno istituzionale ma dall’impatto emotivo significativo, di UnisaOrienta, un biglietto per il futuro che l’Ateneo salernitano offre a 15mila ragazzi del Sud che nelle prime due settimane di febbraio s’affacciano al mondo dei “grandi”. L’Università di Salerno li accoglie come un bravo pediatra che dispensa caramelle e sorrisi a un piccolo paziente prima della visita. Perché per l’umanissima ansia, che fa sentir le gambe che fanno “Giacomo-Giacomo” mentre il prof compila lo statino, ci sarà tempo. Adesso è il momento della scelta, il bivio della storia d’ognuno, e l’evento dedicato all’orientamento nel campus di Fisciano, giunto alla 14esima edizione, serve appunto a indicare la strada giusta, da imboccare seguendo il tom-tom del cuore, dei sogni, delle aspirazioni, delle passioni e delle attitudini.

È il mantra dei testimonial che s’alternano in Aula Magna, nella sessione plenaria che dà il buongiorno alle migliaia di future matricole in visita a UnisaOrienta. Il “benvenuto” affettuoso e però senza retorica d’un’istituzione che vuole “allietare” il viaggio dei suoi studenti. «Ai più bravi paghiamo anche il biglietto, visto il rimborso delle tasse a chi è in regola con gli esami», racconta con orgoglio il Rettore, Aurelio Tommasetti, sottolineando che l’Università «è il regno della libertà, dove non c’è un bidello né una campanella per invitarvi ad entrare a lezione, ma anche della responsabilità, perché il fattore tempo è determinante per il futuro inserimento nel mondo del lavoro».

E così la kermesse organizzata dal Centro d’Ateneo per l’Orientamento e il Tutorato (Caot) dell’Università di Salerno, guidato dalla professoressa Rosalba Normando, delegata del Rettore all’Orientamento degli studenti, e in collaborazione con i 16 Dipartimenti, finisce per diventare il primo fondamentale approccio con un’esperienza che cambierà la vita, o comunque la segnerà per sempre. I 15mila ragazzi di UnisaOrienta sfogliano la guida che gli vien consegnata all’arrivo con occhi attenti, prima di scegliere il seminario che li porterà per la prima volta tra i banchi del campus. Ché a 18 anni il mondo lo senti tuo, come Francesco che offre caffè pure agli sconosciuti manco fosse candidato – dopo le elezioni scolastiche – pure alle politiche, e però cominci a esser abbastanza grande per capire che quella giornata non è una gita scolastica come tante altre.

A far da ciceroni agli studenti ci sono giovani poco più grandi di loro. Studenti a propria volta, corsisti dell’Università di Salerno impegnati affinché UnisaOrienta cammini al tempo d’un orologio cui non c’è mai bisogno di cambiar la pila. Li chiamano “le giubbe rosse”, per le felpe di rappresentanza che indossano, e sono il valore aggiunto d’una manifestazione che cresce ogni anno che passa, come i “numeri” dell’Ateneo.

Materie complesse e però semplificate dalle classifiche d’eccellenza in cui l’UniSa fa bella mostra da sé nel gotha d’Italia, capofila del Mezzogiorno. Eppure c’è (anche) dell’altro, ch’è forse più difficile da trasformare in dati oggettivi. È il patrimonio umano d’ogni “ragazzo di Fisciano” (o di Baronissi) per il quale il campus diventa una “seconda casa”, il luogo dell’anima d’un’avventura condivisa anche se all’inizio sembrava semplicemente una corsa con se stessi, il posto del cuore a cui resteranno legati, annodati tra le radici delle singole storie, ricordi indelebili, che varrà sempre la pena custodire tutti, compresi quelli che avranno l’effetto delle batoste.

Sono le tappe d’un (nuovo) viaggio nella vita, che comincia con il caffè di Francesco e conduce verso il futuro. UnisaOrienta mette tra le mani il biglietto.

(foto di Alfonso Maria Salsano)

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