Solo la politica riesce a “spostare” il calcio. Una battuta che sta venendo alla mente di tanti osservando quanto sta accadendo nelle ultime ore. Il 4 marzo, infatti, si terranno le elezioni Politiche in cui gli italiani saranno chiamati alle urne per scegliere i loro rappresentanti di Camera e Senato e, contemporaneamente, anche la coalizione che governerà il Paese nei prossimi anni. Sarà, però, una domenica con “poco calcio”. La Lega Pro, infatti, già da qualche giorno ha ufficializzato l’anticipo dei match dei tre gironi al sabato, consentendo così a chi vorrà recarsi nelle proprie residenze per votare di avere tutto il tempo possibile per tornare a casa. Idea che nelle prossime ore sarà concretizzata anche dalla Lega Nazionale Dilettanti: questa mattina, infatti, si è tenuta una riunione per discutere proprio delle soluzioni possibili per non far disputare le gare dei nove gironi del campionato di serie D nella giornata della chiamata alle urne. Due le possibilità: l’anticipo al sabato o la “creazione” di un turno infrasettimanale fra il martedì e il mercoledì successivo al 4 marzo.

Una domenica che, dunque, vedrà in campo soltanto la serie A. Scontentando Marco Giampaolo: il tecnico della Sampdoria, in una conferenza stampa di qualche settimana fa, aveva puntato il dito contro la Lega chiedendo lo spostamento del turno in programma quel giorno. «Non ho capito perché io non posso votare per le Politiche: il 4 marzo lavoro e sono lontano da casa, mi sembra un’ingiustizia di cui si dovrebbe parlare e provare a risolverla visto che riguarda il sottoscritto ma anche tanti colleghi del mondo del calcio», l’affondo del trainer blucerchiato.

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