Vogliosa di riscattare la rocambolesca sconfitta rimediata nel derby d’andata, la tifoseria biancoverde sta caricando la squadra di Novellino in vista del delicato match di domenica pomeriggio all’Arechi contro la Salernitana.

IL DERBY D’ANDATA: UNA FERITA ANCORA APERTA
Dopo la sconfitta del 15 ottobre allo stadio Partenio-Lombardi, i tifosi dell’Avellino hanno vissuto momenti bui che hanno poi portato ad una “frattura” tra ambiente e squadra. Quell’atmosfera coesa e carica che aveva accompagnato le tappe d’avvicinamento al derby, lasciò spazio all’amarezza e al nervosismo dei supporters irpini verso i propri beniamini. Ne scaturì, infatti, una decisa contestazione rivolta ai calciatori biancoverdi, culminata in una presa di posizione netta, espressa tramite un comunicato. Nella nota ufficiale, gli ultras rimproverarono agli stessi giocatori di non aver tirato fuori gli attributi, e d’essersi resi protagonisti, nel quarto d’ora finale del match con la Salernitana, di una prestazione priva d’orgoglio e di determinazione. Una “rottura” tra tifosi e squadra che condizionò, e non poco, il rendimento dei lupi, che nelle settimane successive al ko interno con i granata andarono incontro ad una vera e propria crisi di gioco e di risultati. Un black moment che la piazza irpina sembra aver ormai superato anche se la ferita del derby ancora non si è rimarginata del tutto. Cinque mesi addietro, infatti, le ambizioni della torcida biancoverde erano ben altre rispetto a ciò che dice la classifica di oggi e lo striscione esposto dalla Curva Sud Avellino nella sfida d’andata (“quello che potremmo fare io e te…“) lasciava presagire tutt’altro campionato. Allo stato attuale, però, quelli in palio domenica all’Arechi saranno punti pesanti per la salvezza, tanto per i biancoverdi di Novellino quanto per la Salernitana. Anche per questo, dunque, la tifoseria irpina caricherà maggiormente i propri calciatori, per provare a fare lo sgambetto agli acerrimi rivali dell’ippocampo.

IL MOVIMENTO ULTRAS BIANCOVERDE
Ad animare i tifosi della curva Sud del Partenio, ci sono gli Ultras Avellino 1912. Un mix di “vecchi” volti del tifo irpino e nuove leve che, dalla tribolata annata del 2009, provano a portare avanti il movimento curvaiolo biancoverde. Nella suddetta stagione, infatti, a causa delle vicissitudini societarie che videro coinvolto l’U.S. Avellino, escluso dai campionati professionistici per decisione della Covisoc, diversi gruppi decisero di sciogliersi. Col fallimento del “vecchio lupo” e la fondazione della “nuova” Associazione Sportiva Avellino Calcio.12, molti ultras biancoverdi comunicarono il proprio scioglimento. I primi a fare un passo indietro furono gli Splatter 1991, dopo essere stati per circa un ventennio tra i gruppi principali della Sud. Subito dopo, per le medesime ragioni, si sciolsero ufficialmente anche Cruels e New Bush, facendo sì che la curva biancoverde restasse praticamente orfana di sigle. Per alcuni tifosi, infatti, il “nuovo” Avellino non era considerato quello autentico ma rappresentava soltanto un’imitazione, un’alternativa a ciò che aveva sempre animato la torcida. Il fallimento che cancellò logo, denominazione e matricola Figc, rappresentò di fatto la morte del calcio in Irpinia e portò, nell’estate del 2009, alla creazione di un nuovo unico gruppo-guida (denominato appunto “Curva Sud Avellino“), con l’intento di far rinascere la passione biancoverde anche in serie D.
Non tutti, però, decisero di seguire le sorti dell’A.s. Avellino.12, non per la categoria bensì per una questione identitaria e di storia. Gli ultras più integerrimi, infatti, decisero di restare fedeli al vecchio logo e alla storica denomnazione (Uesse Avellino 1912), che fu poi riacquistata da Mario Dell’Anno, ex capo ultras biancoverde, nell’estate del 2015. Per conto dell’associazione denominata “Per la storia“, Dell’Anno riacquistò il marchio e lo girò in comodato d’uso gratuito alla società del presidente Walter Taccone, riportando dunque il “vecchio” lupo nuovamente sulle maglie della squadra irpina. Con logo e denominazione, tornarono a popolare i gradoni del Partenio anche molti volti storici della tifoseria, fino a quel momento assenti per scelta. Oltre al direttivo degli Ultras Avellino, che guida il tifo della curva Sud, c’è anche il gruppo Vecchie Macchie, che invece da qualche anno occupa il parterre della tribuna Terminio.

SOLIDARIETA’…OLTRE LA RIVALITA’
Da segnalare le diverse iniziative che in questi anni hanno visto protagonisti proprio i ragazzi delle Vecchie Macchie, soprattutto con i “nemici” di Salerno. Al di là della storica rivalità e dell’odio sportivo per i tifosi granata, il gruppo ultras biancoverde si è fatto apprezzare dai salernitani per aver onorato la memoria di Carmine Rinaldi, al secolo “il Siberiano“, ponendo sulla lapide dello storico leader della curva granata un fascio di fiori firmato con l’acronimo V.M., riconducibile proprio alla sigla ultras irpina. Non un episodio sporadico bensì un rituale, visto che da qualche anno a questa parte, ogni 12 aprile – giornata dell’anniversario della scomparsa del trascinatore della Granata South Force- i biancoverdi si recano con rispetto sulla tomba del Siberiano per onorarne il ricordo. Qualche settimana fa, invece, dopo la prematura scomparsa di Alessandro, giovane supporter dell’ippocampo, gli ultras delle Vecchie Macchie hanno rivolto un pensiero al “rivale” granata, con messaggi di cordoglio tramite la propria pagina web. Gesti sentiti, che pur non cambiando minimamente la storia della rivalità campanilistica tra le due piazze, fanno trasparire valori e mentalità, che soltanto chi “mastica” il mondo ultras riesce a comprendere.

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