di DIEGO DORTI*

Ricordate la storia del cavallo di Troia ? Un lampo di genio di Ulisse o dei suoi consiglieri. Non si è mai saputo con esattezza. Lo stesso metodo viene utilizzato dalle grandi e medie aziende o meglio dalle multinazionali, che si posizionano lì dove trovano più vantaggi e utilità, spostando con l’espediente del cavallo di Troia, la loro sede sociale.

Lì dove trovano un sistema fiscale più adatto o più semplice, che permette di risparmiare soldi a palate. Si quantifica, che questo sistema, consenta a queste aziende di risparmiare cifre vicine ai 500 miliardi di dollari l’anno. Cifre per i comuni mortali veramente stratosferiche, ma che il sistema della fiscalità, applicata in modo diverso in ogni singolo stato, permette di lucrare la differenza di tassazione, che non trovando aliquote univoche, consente l’utilizzo di un sistema poco democratico ed equo. Da un semplice confronto tra le varie tipologie di tassazione in Europa, si nota un’applicazione talmente diversa tra le nazioni, che viene da chiedersi, perché l’Europa non ha saputo o voluto uniformare una legislazione comunitaria unica ?

E’ arcinoto che il Lussemburgo viene identificato come uno paese free-tax, infatti oltre all’IVA al 17%, questo paese attira le aziende di altri stati, con un regime di tassazione per le società con un’ aliquota del 19%, ma solo se si dichiarano redditi oltre i 15.000 euro. Ma con un particolare normativo davvero emblematico: la tassazione non è sull’utile proveniente dal conto economico, come nella maggior parte delle nazioni, bensì sulla variazione del patrimonio netto.

L’Irlanda poi, nota per attirare soprattutto le aziende americane, applica una tassazione del 12,5%, sul reddito delle società di capitali, ed è considerata comunque un paese white list. Altro esempio la Croazia, che è divenuta membro dell’Unione Europea solo nel 2013, e che applica una tassazione sui redditi delle società giuridiche del 25%. Ma tale aliquota, può essere ridotta fino al 50% per le società che vi trasferiscono e investono in tale paese.

Da quanto analizzato, si deve arguire che una nazione federale come dovrebbe essere l’Europa, non può consentire tali diverse applicazioni delle norme in campo fiscale, per evitare che vi sia un utilizzo distorsivo del mercato del lavoro e delle economie in genere. E’ ovvio che il sistema del “cavallo di Troia” non è solo europeo, ma globale. Ritengo che tale problema vada quindi, affrontato in modo da evitare tale fenomeno, che è motivo di molte disuguaglianze, nel mondo. La soluzione è quella di legiferare in maniera che tutti gli stati dell’unione abbiano regimi fiscali uguali. Basti ricordare infatti come il fenomeno della delocalizzazione di tante aziende italiane, che avendo spostato la loro produzione lì dove la fiscalità, ma anche il costo della mano d’opera era più favorevole, alla fine hanno creato disoccupazione e distorsione nell’intero sistema economico.

*Commercialista-revisore

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