Speranzosa di conquistare il ritorno in massima serie, sfumato lo scorso anno nella semifinale play-off col Carpi dopo una stagione vissuta stabilmente in alta quota, la tifoseria del Frosinone vuol far valere il fattore campo anche nel match di sabato contro la Salernitana. Nella nuova casa dei ciociari, cioè lo stadio “Benito Stirpe“, vero e proprio gioiellino costato circa 20 milioni di euro, la squadra gialloblu ha finora perso soltanto una volta (contro il Perugia), conquistando la maggior parte dei punti proprio tra le mura amiche.

IL “BENITO STIRPE”: LA NUOVA CASA DEI CIOCIARI
Un investimento che la famiglia Stirpe ha voluto fortemente, facendo diventare il Frosinone il quarto club italiano con uno stadio di proprietà, dopo Juventus, Udinese e Sassuolo. Sforzi economici che hanno trovato la riconoscenza del pubblico ciociaro, che nel giorno dell’inaugurazione dell’impianto laziale (21 ottobre 2017, nel match Frosinone-Cremonese, monday night della serie B), ha dedicato una maxi-scenografia alla famiglia Stirpe. Con un grosso telo nella parte centrale della curva Nord, infatti, gli ultras resero omaggio a Maurizio Stirpe e alla sua famiglia, colorando di gialloblu il “nuovo” settore del tifo ciociaro ed esponendo lo striscione <<Un sogno che diventa realtà…siete l’orgoglio di questa città>>.
Ad inizio stagione, quando ancora dovevano essere ultimati dei lavori nella zona antistante lo “Stirpe” e la tifoseria aveva ormai ufficialmente salutato il “vecchio” Matusa, teatro di tante battaglie e scenario anche della prima storica partecipazione in serie A, il Frosinone chiese ed ottenne la disponibilità per giocare le gare interne allo stadio Partenio-Lombardi di Avellino. Sfruttando anche i buoni rapporti tra le due società e le rispettive tifoserie, i canarini del Lazio scesero in campo in Irpinia, fino alla quinta giornata di serie B, quando nel match contro la Cremonese fu appunto aperto al pubblico il nuovo impianto frusinate.

IL MOVIMENTO ULTRAS GIALLOBLU
Con la costruzione del nuovo stadio, le varie anime del tifo organizzato gialloblu sono posizionate nella curva Nord dello “Stirpe”. Rispetto agli anni scorsi, quando una sigla della torcida ciociara traslocò nel settore distinti del Matusa, il movimento ultras ora si è compattato nella Nord. In particolare, nella zona centrale del settore più caldo del tifo, spicca lo striscione blu con scritta in giallo “Frusinati“, che rappresenta il direttivo della curva ciociara. Distanziati di alcuni metri, nella parte più vicina alla bandierina del calcio d’angolo, ci sono invece gli ultras appartenenti al gruppo Uber Alles, i quali dopo aver messo da parte diversità di vedute e dissapori con gli altri supporters di fede gialloblu, tifano col resto della Curva Nord ma preferiscono comunque identificarsi nei propri drappi. Da segnalare, inoltre, nella curva Sud del nuovo impianto laziale, anche uno sparuto gruppo di tifosi ciociari, che si posiziona vicino al settore ospiti con un drappo recante la scritta “Curva Sud” in giallo e blu.

GEMELLAGGI E RIVALITA’
Oltre al rapporto di amicizia con la tifoseria biancoverde, che ha radici abbastanza recenti, i ciociari hanno uno storico rapporto anche con gli ultras di Pagani, sin dagli anni ’80. Con i gruppi ultras azzurrostellati, la tifoseria ciociara ha sempre avuto un gemellaggio molto sentito che, malgrado le diverse categorie che hanno visto protagoniste le due compagini negli ultimi anni, è stato portato avanti e tramandato di generazione in generazione. Proprio a Salerno, nel match disputato lo scorso anno all’Arechi, i ciociari esposero (insieme alla Curva Sud Siberiano) messaggi d’incitamento e vicinanza per il piccolo Genny, bambino paganese affetto da una patologia rara su base genetica legata ai disturbi della glicosilazione. Dal settore ospiti dell’impianto col nome da principe, i frusinati prima di cominciare la propria “partita del tifo” al fianco della squadra gialloblu, dimostrarono solidarietà e vicinanza verso i fratelli di Pagani. Nelle due tifoserie, rapporto particolarmente “stretto”, che va anche al di là del calcio, tra le sigle Street Urchins e Uber Alles, frequentemente insieme in momenti decisivi per le sorti delle rispettive squadre del cuore.
Anche con la tifoseria del Messina, gli ultras ciociari hanno da diversi anni un solido rapporto di stima ed amicizia.
Per quanto riguarda le rivalità, invece, i gialloblu sono acerrimi “nemici” della tifoseria del Latina. Il derby tra ciociari e pontini, infatti, è stato da sempre vissuto da entrambe le torcide con grande partecipazione ma ha visto anche diversi episodi di violenze e disordini. Rapporti poco distesi pure con gli ultras di Martina Franca, per i trascorsi burrascosi nella “vecchia” serie C2, in particolar modo negli spareggi promozione del 2001, quando sia in Ciociaria che in Puglia si verificarono incidenti. Recente la rivalità con i salernitani, soprattutto in seguito all’avvicinamento dei gialloblu agli avellinesi, ovvero da circa un lustro. Sia nel play-off di Lega Pro della stagione 2013-14, sia nei successivi confronti tra Frosinone e Salernitana, non sono mancati infatti gli episodi di tensione tra le due tifoserie, anche se per i ciociari la rivalità più sentita in Campania è quella con la Nocerina.

I FATTI DI NOCERA, LA “SOSPENSIONE” DELLE ATTIVITA’ E LA RINASCITA
Il rapporto già non idilliaco con gli ultras molossi si è acuito maggiormente dal 2013, quando nella trasferta del San Francesco di Nocera Inferiore, ai gialloblu fu sottratto lo striscione “Frosinone”, che rappresentava il direttivo della Curva Nord ciociara. Dopo il match con i rossoneri, infatti, il pullman su cui viaggiavano gli ultras ciociari fu scortato dalla polizia fino all’imbocco autostradale e dopo alcuni chilometri, sul primo autogrill di strada, ci fu una sosta. Secondo varie ricostruzioni, i supporters laziali scesero dal pullman lasciando lo striscione a bordo ed alcuni tifosi nocerini, che avevano seguito il bus fin lì, salirono sul mezzo e s’impossessarono del suddetto vessillo, facendo poi perdere le proprie tracce. Il gesto, definito “vile” dagli ultras del Frosinone, inasprì i rapporti con la tifoseria nocerina. In un comunicato firmato Curva Nord Frosinone, i ciociari definirono l’episodio di Nocera Inferiore come un vero e proprio “furto con scasso, perpetrato da ladri professionisti mascherati da ultras“. Nella nota ufficiale diffusa quattro anni fa, i frusinati annunciarono la sospensione delle proprie attività, auto-accusandosi di “superficialità” sulla via di ritorno ma puntando il dito contro i rossoneri, rei di aver “perso la propria dignità con un atto tutt’altro che eroico“. Da allora, comunque, il movimento ultras gialloblu ha vissuto alti e bassi ed ha visto diverse spaccature al proprio interno, prima della “rinascita” sotto la sigla “Frusinati”, che andò praticamente a rimpiazzare lo striscione finito nelle mani dei tifosi della Nocerina.

fonte foto: Sportpeople.net

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