di VITTORIO GALIGANI

Una “strapazzata” all’Ascoli di Serse Cosmi ed una “ripassata” all’Avellino di Walter Novellino. Rifiata la Salernitana, altrettanto i tifosi granata. La “retrocessione” e/o i play out, uno “spettro” che si allontana. Respira Colantuono, le due vittorie consecutive fanno sbiadire la diffidenza che iniziava a serpeggiare sulla sua smarrita “sapienza” tattica.

La sontuosa vittoria contro i “cugini di montagna” rivitalizza l’entusiasmo in riva al Tirreno. Non è il risultato, quanto la prestazione convincente. Colantuono pare abbia ritrovato (come avevamo scritto) il bandolo di quella matassa. La squadra sembra aver ritrovato la condizione fisica necessaria per affrontare con il necessario piglio la fase finale del campionato.

Passa in secondo piano, per i tifosi, anche la decisione del “console” Angelo di imporre il silenzio stampa alla truppa intera. Mugugnano i media, al proposito, il metodo adottato sottrae la possibilità di svolgere diligentemente il proprio ruolo. Fabiani tiene nella scarpa qualche sassolino (fastidioso) di troppo, non sempre condivide i giudizi emessi. La perdurante assenza dell’imperatore Claudio e l’atteggiamento pubblico, poco stimolante, di Mezzaroma lo obbliga a metterci costantemente la faccia. Condivida o meno il vivere quotidiano del club. Fabiani è spesso “vittima” di una frizione che non porta risultati utili a nessuno. Tantomeno alla Società ed ai tesserati.

La Salerno del calcio, i tifosi del cavalluccio, lo avevamo scritto in tempi recenti, deve prendere coscienza della realtà. Lotito e Mezzaroma garantiscono la continuità. La solvibilità, la sostenibilità finanziaria. Con i tempi che corrono e la perdurante crisi del sistema “pallonaro” nazionale non è cosa di poco conto. La Salernitana nella holding del calcio lotitiana rappresenta la seconda scelta. Molto in voga, nel presente, parlare a livello istituzionale (Malagò insegna) di riforme e di seconde squadre dei club più titolati da far giocare il serie C. La Lazio (Lotito) la sua seconda squadra l’ha ripescata dal fallimento e l’ha fatta salire, vincendo campionati, in serie B. Dove, seppure lentamente, migliora di stagione in stagione il suo rendimento.

Non si precludono traguardi futuri, ma neppure si fanno “promesse” che autorizzano voli pindarici. Un passo alla volta, un avversario alla volta, un punto alla volta. La valorizzazione di qualche giovane, il recupero di qualche giocatore più affermato. Un occhio alla classifica, due al bilancio. Il calcio salernitano ha vissuto, nel passato, momenti di grande splendore come di cadute (fallimenti) rovinose. I tifosi, anche la “calda” curva Siberiano, debbono prendere coscienza di questa realtà.

Perdura l’assenza dell’imperatore Claudio. La campagna europea (Uefa League) della Lazio, la recente tenzone politica, le lotte intestine in seno alla Lega di serie A lo stanno allontanando dalle consuete visite in riva al Tirreno. Che sia stanco delle critiche che gli vengono mosse? Che stia meditando l’abbandono? Ipotesi, voci che circolano nel popolo dei tifosi che sono tutte da accertare. Di certo, comunque, non è intenzionato a “regalare” la Salernitana (lo ha dimostrato) per una cifra poco congrua (pochi milioni di euro). Né ai cancelli di quella villa romana (San Sebastiano) si accalca la schiera dei possibili pretendenti.

Ed allora? Poco. Un avversario alla volta e pedalare. Senza cullare troppi sogni ed illusioni. Ci si potrebbe svegliare, cadendo dal letto, con qualche “bernoccolo” inaspettato.

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