«Ho la pelle d’oca se ci ripenso: ero con le stampelle e con il gesso, mi chiamarono sotto la Curva del vecchio stadio Vestuti, mi vollero lì e sentii tutti i tifosi urlare il mio nome. Non dimenticherò mai questa e tante altre emozioni della mia avventura a Salerno. Ho sempre raccontato, in tutta la mia carriera, l’orgoglio d’essere stato un calciatore della Salernitana». Parole di Eupremio Carruezzo, attaccante granata che a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta fu protagonista con la maglia del cavalluccio marino. Ospite della trasmissione Zona Mista News, condotta da Eugenio Marotta, l’oggi 48enne ex bomber brindisino ha riaperto l’album dei ricordi delle sue due stagioni vissute con il tecnico Giancarlo Ansaloni. «Ci fu quel bruttissimo infortunio, con l’operazione in ospedale, è vero, ma ci furono anche le tantissime feste per la promozione in serie B, e poi la gioia di segnare nel nuovo Arechi. La città di Salerno – ha detto Carruezzo – mi ha dato tantissimo e tuttora resta una piazza che merita il campionato di A. Ha un tifo che sa spingerti oltre i tuoi limiti, che ti dà una carica davvero speciale».

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